Parcheggi e Nodi di Scambio

Un Piano per la Mobilità Sostenibile                      

Il quadro dell’offerta dei servizi di sosta, a Roma, si presenta  articolato: garage e parcheggi multipiano gestiti da privati; strisce blu gestite da Roma Mobilità; aree di sosta, libere o a pagamento, interne o pertinenziali di centri commerciali, alberghi, ospedali, università, gestiti da enti proprietari.

In tale contesto, la Capitale dispone di una risorsa ad oggi non adeguatamente sfruttato, anche in ragione del progressivo degrado dei terminali a cui sono funzionali (prevalentemente le stazioni delle metropolitane, ossia i parcheggi scambiatori gestiti dall’ATAC.

Stando ai dati del 2014 (i più recenti resi noti), i parcheggi di scambio nella Capitale sono 31, di cui 5 multipiano, con una disponibilità di circa 15 mila posti auto; 11 sono le strutture presidiate con personale fisso. 

Gli impianti sono localizzati in vari quadranti della città, prevalentemente in prossimità delle stazioni della metropolitana e solo in misura minore in aree limitrofe alle stazioni delle linee ferroviarie minori e delle linee urbane di superficie.

Realizzati per favorire il passaggio dal mezzo privato a quello collettivo, così da contribuire alla riduzione del traffico dii auto ed alla lotta alla sosta selvaggia, hanno progressivamente perso la loro funzione originaria e smarrito gran parte degli obiettivi a cui la loro realizzazione era finalizzata. Tale involuzione si è via via accentuata man mano che le stazioni sono diventate epicentro di spazi di città degradati, tanto al centro quanto in periferia, per sporcizia, occupazione selvaggia di suolo pubblico, stazionamento di ambulanti spesso abusivi, sterpaglie e e mancata cura del verde. E’ così che i parcheggi scambiatori hanno assunto caratteristiche di luoghi poco sicuri, utilizzabili solo in alcuni orari e per soste brevi. Per molti di questi ci si chiede a cosa e a chi ormai servano, forse solo alla microcriminalità e ai delinquenti di strada.

E’ proprio partendo dall’analisi di queste gravi criticità che Roma deve dotarsi di un Piano organico per sottrarre al degrado , riqualificare e contribuire al recupero di un necessario decoro urbano, e mantenere in condizioni di sicurezza le stazioni, i piazzali, le aree pertinenziali e le strutture dedicate alla sosta. E per rispondere alle nuove esigenze che la recente epidemia di Covid ha messo drammaticamente a nudo, in termini di riduzione delle congestioni, di modifica qualitativa della domanda di mobilità, di limitazionedelle emissioni di CO2 e di polveri sottili, vanno poste le condizioni essenziali per intervenire sui parcheggi e i nodi di scambio per una mobilità sostenibile.

Per i parcheggi, in primo luogo, va realizzato il recupero della piena funzionalità del servizio di sosta in condizioni di assoluta sicurezza, per le persone e i veicoli.

 A tal fine le strutture devono essere dotate di sistemi antintrusione, di impianti di videosorveglianza, di misure di controllo e di monitoraggio continuativo anche con l’utilizzo di tecnologie da remoto, di procedure e squadre di pronto intervento. E per la relativa gestione, va individuata ed attrezzata una sala controllo centralizzata.

In questo quadro, oltre al servizio di sosta funzionale allo  scambio da mezzo privato a mezzo pubblico, vanno resi disponibili servizi aggiuntivi che rilancino l’obiettivo di mobilità sostenibile a cui i parcheggi scambiatori per loro natura sarebbero orientati.

Si tratta in particolare di adottare interventi così riassumibili:

  • installazione di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, che avrebbero il risultato di estendere la rete urbana di fornitura di energia per un parco autovetture ancora molto limitato, ottimizzando i tempi di sosta;
  • spazi riservati per la sosta custodita di moto e bici, prevedendo punti di noleggio;
  • punti di gestione dei servizi di car sharing;
  • tariffazione integrata sosta-trasporto pubblico metro-bus-tram-servizi di ricarica elettrica.

I parcheggi scambiatori, inoltre, vanno messi in rete e connessi per la gestione informatizzata e telematica dell’offerta di sosta in tutta l’area urbana, con possibilità di prenotazione dei posto auto, dei servizi di ricarica e di servizi taxi, con possibilità di acquisire e dare informazioni su orari, linee, interruzioni di servizio, ecc. Il parcheggio va quindi concepito come una delle stazioni virtuali della rete ITS per la gestione integrata della mobilità urbana.

Si tratta dunque di impostare e realizzare con i soggetti interessati ( Comune e  Municipi, ATAC, Roma Mobilità, ACEA, ENEL, ANAS, FS e Concessionarie autostradali) un Piano per la Mobilità Sostenibile , di cui i parcheggi scambiatori sono un tassello importante ma non l’unico.

Sono infatti da mappare, rafforzare e implementare la localizzazione e la funzionalizzazione dei nodi di scambio nelle aree limitrofe alla città, oltre il GRA e, dove possibile, in prossimità degli assi autostradali di penetrazione urbana (preferibilmente in prossimità delle grandi barriere autostradali).

Anche in questo caso si tratta di riorganizzare e ribaltare la logistica urbana dei passeggeri e delle merci, impedendo l’ingresso e la percorrenza in città di veicoli pesanti, spesso con vecchie classi Euro , alimentate a gasolio e generatori di scarichi nocivi, altamente inquinanti.

Vanno pertanto individuate, realizzate e attrezzate (con sistemi di sosta custodita, garanzia di sicurezza, controllo e monitoraggio delle strutture e delle persone e con adeguata politica tariffaria):

 – aree per la sosta e la rottura di carico dei veicoli merci

 – aree per la sosta dei bus turistici e per i torpedoni destinati ai collegamenti di lunga percorrenza.

Per le aree merci, va previsto la movimentazione dei carichi con il passaggio a mezzi di trasporto di minore ingombro e ad alimentazione elettrica. Analogamente per il trasporto passeggeri.

E’ indubbio che per affrontare i problemi del trasporto urbano, del traffico cittadino, dell’utilizzo degli spazi urbani, della qualità dell’aria, della riduzione dei perditempo e dei tassi di congestione, inalzando  così i livelli qualitativi della vita a Roma, ci vuole visione e il coraggio di innovare e di superare modelli anacronistici e privi di qualsiasi logica economica e gestionale.

(RB)