CGIL CISLI UIL… E’ tempo di UNITA’ SINDACALE

Chi scrive questo articolo per LOTTANGOLO è un anziano sindacalista che ha trascorso 30 anni (dagli anni ’70 fino agli inizi del 2000) svolgendo vari ruoli di responsabilità all’ interno della UIL.

Come molti di voi sapranno e molti altri (i giovani) hanno potuto imparare, gli anni ’70 ‘80 e ’90, sono stati anni a dir poco molto difficili per il nostro Paese.

La nostra democrazia messa sotto assedio da gruppi di estrema sinistra e di estrema destra. Basti ricordare il sequestro e l’uccisione di Moro, le uccisioni di giudici, giornalisti professori, avvocati, fino ad arrivare all’assassinio dell’operaio sindacalista Guido Rossa (uno di noi). 

Erano contro il sindacato oltre che contro lo stato repubblicano. 

Ricordo molto bene, perché presente, quando Lama fu cacciato dall’Università di Roma con lancio di sampietrini contro il servizio d’ordine. 

Ricordo molto bene quando nelle nostre manifestazioni unitarie (CGIL CISL UIL) tentavano di infiltrarsi in tutti i modi gli estremisti per far fallire quelle grandi assemblee di cittadini, di lavoratori, che erano, ripeto, UNITARIE. 

E poi la strage di Brescia, l’attentato alla stazione di Bologna … e poi e poi… tanto altro.  

Oggi possiamo affermare, con un pizzico di orgoglio, che il sindacato confederale UNITARIO ha contribuito a superare quel triste e pericoloso lungo periodo della nostra ITALIA REPUBBLICANA. Un dato riconosciuto da tutti.

Veniamo ora a ciò che sta avvenendo adesso.

La pandemia prodotta dal Covid-19: questo tsunami maledetto che ha investito il mondo intero, ha messo e sta mettendo tutti gli Stati in grandissima difficoltà, creando sia sanitariamente che socialmente situazioni imprevedibili e difficilissime da affrontare.

L’emergenza sanitaria, dicono gli esperti, in Italia forse sta finendo. 

Ripensiamo al lungo elenco dei morti, ai disagi, alle paure e alle preoccupazioni che tutti quanti noi abbiamo vissuto. Mi fermo qui perché sulla emergenza sanitaria mi sono limitato a condividere e applicare tutto quello che gli esperti dottori, scienziati, primari, infermieri italiani ci hanno consigliato, e in molti  casi, anche giustamente, imposto. 

Un grande GRAZIE alla sanita ‘ Italiana.

Ma si sta “aprendo”, contemporaneamente, un’altra emergenza … quella sociale.

Gli ultimi dati sulla disoccupazione offrono una drammatica fotografia del malessere. E non solo per il numero dei posti di lavoro persi. Ma anche per quelli che il lavoro non lo cercano più (gli inattivi). Quelli che rinunciano. Quelli che ritengono di non avere più nemmeno una chance. I molti rassegnati all’idea che il sistema non offra loro nessuna nuova possibilità.  

Certo il disagio è trasversale. Colpisce tutti, e tutte le fasce di età.  Drammaticamente la percentuale aumenta per quanto riguarda le donne.

In definitiva il lockdown è stato, come preannunciato, un divoratore di lavoro e di risorse (come scrive il cronista). Ha messo in luce, il coronavirus, i difetti strutturali nel nostro Paese.

Nell’immediato è stato giusto concentrarsi sulla tutela di tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro. 

Ora è OBBLIGATORIO concentrarsi sul lavoro. Creare nuove condizioni, creare sviluppo con le innovazioni. Le obsolete ricette non servono più.

Telelavoro, smart working, smart mobilitiy: da qui ripartire per il lavoro in Italia.

Cosi come e’ accaduto negli anni ’70, ’80 e ’90, per ripartire l’ITALIA ha bisogno della partecipazione del sindacato confederale UNITARIO (CGIL CISL UIL). 

E’ indispensabile oltre che urgente: ne va della sopravvivenza del sindacato stesso.

Se non si fa questo, il rischio che la collera sociale esploda diventa più che concreto. Che ne pensate?  E’ possibile “aprire” un dibattito?

Grazie a tutti                                                          

E VIVA ITALIA VIVA

Bruno CipulloRoma 5 giugno 2020