ED ORA CORRERE

ANCORA DI PIU’

PIANO ITALIA SHOCK PROSPETTIVE E PROPOSTE SBLOCCA CANTIERI

Il disegno di legge “Italia Shock” prevede misure urgenti per un vasto Piano di opere pubbliche strategiche, sbloccare i cantieri, investire ingenti risorse finanziarie (120 MLD) da tempo disponibili ma inutilizzate per inerzia, per vincoli burocratici, e per mancanza di una visione di modernizzazione e sviluppo del Paese.

Il disegno di legge di Italia Viva vuole sbloccare i procedimenti autorizzatori,  velocizzare le gare di appalto e rendere più fluide le procedure di cantierizzazione mediante: riduzione a due i livelli di progettazione; nomina di commissari straordinari per gli interventi prioritari; stabilire termini perentori per impugnative e pronunciamenti sui ricorsi; semplificare la Valutazione di impatto ambientale; dare termini perentori per il rilascio delle autorizzazioni; ripristinare le strutture tecniche di missione; lanciare il piano di opere stradali, ferroviarie, portuali e di riassetto idrogeologico già cantierabili. 

Per il Lazio, oltre agli interventi di difesa idraulica del Tevere e alla bretella Orte-Civitavecchia, hanno rilievo: il completamento dell’anello ferroviario della Capitale, che presenta problemi ancora irrisolti  nella zona di Tor di Quinto, e l’autostrada Roma-Latina, che ha già un finanziamento del 40% del costo di costruzione, il cui progetto definitivo, impostato come un project financing è stato approvato dal CIPE, ma bloccato da una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la gara di concessione.

Il Piano proposto da Italia Viva, nei contenuti e nelle misure individuate, ha avuto un forte potere attrattivo sulle altre forze politiche , anche su quelle pregiudizialmente contrarie, registrando il consenso di Confindustria e delle forze sindacali. Anche L’Autorità Anticorruzione ha assunto di recente posizioni considerabili in sintonia con il disegno di legge del partito.

Lo stesso presidente Conte ha dato l’avallo al progetto e solo qualche giorno fa, il tema delle infrastrutture e degli investimenti pubblici in opere di interesse strategico, è stato posto dalla task force governativa di Vittorio Colao al centro di “Iniziative per il rilancio Italia 2020-22”.

Le analisi condotte dal nostro gruppo Italia Viva dell’VIII Municipio di Roma hanno portato all’individuazione di alcuni contributi di supporto al  Piano Shock che di seguito si propongono.

  • Molti progetti di infrastrutture hanno una valenza che travalica gli obiettivi dei numerosi Enti coinvolti nel procedimento autorizzatorio. Le amministrazioni statali e locali, che debbono dare il loro assenso, non sempre sono consce di partecipare al raggiungimento di un interesse generale, facendosi invece interpreti di interessi settoriali, localistici e parziali. Cabine di regia a livello centrale, ma anche e soprattutto a livello territoriale, potrebbero evitare circoli viziosi tra organi di secondo livello (assessorati, municipalizzate, ecc.). Vanno anche ridefinite responsabilità e garanzie a tutela delle stazioni appaltanti (già in fase di emanazione dei bandi) e dei funzionari pubblici troppo spesso senza nemmeno una copertura assicurativa.
  • Nell’ottica di ridurre a 2 i livelli di progettazione, si rileva l’opportunità di rendere determinante la prima fase del processo di approvazione, con una fattibilità dell’opera finalizzata solo ad individuare tracciato ed elementi critici da valutare in Conferenza di Servizi preliminare, così che si possano formalizzare e contrattualizzare sin dall’inizio le condizioni ed il conseguente impegno degli Enti coinvolti ad approvare il progetto definitivo coerentemente sviluppato.
  • RFI e ANAS, principali stazioni appaltanti, pur essendo soggetti aggiudicatori, non hanno la formale qualifica di Amministrazione Procedente che abilita al presidio del procedimento autorizzatorio. Pertanto non possono indire e convocare le conferenze dei servizi (L 241/90). Tale potestà, per RFI, è oggi attribuita ai casi degli interventi individuati dallo Sblocca Italia, ossia per gli assi ferroviari Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina; per ANAS solo per gli interventi emergenziali post-terremoto. Sarebbe opportuno riconoscere a RFI e ANAS, come tutti gli Enti pubblici, il ruolo di Amministrazione Procedente soprattutto per i numerosi interventi di bacino che non entreranno nel campo di competenza dei Commissari.
  • Riguardo alle opere nel Lazio, di preminente interesse per Roma, si rileva che, a parte gli impegni presi da RFI in protocolli di intenti sottoscritti anche con la Regione Lazio negli scorsi anni (interventi di adeguamento e  riqualificazione come quelli sulla Roma-Ostia e il potenziamento della Roma-Pescara), sfugge alle priorità delle Ferrovie il completamento dell’anello ferroviario di Roma (con l’adeguamento delle stazioni e dei nodi di scambio).  Ogni ritardo è un danno, vista l’importanza che l’opera ha per l’integrazione della mobilità urbana ed extraurbana della rete, per l’attivazione del servizio metropolitano e per l’interconnessione con la linea Roma-Viterbo. Per l’autostrada Roma-Latina oggi si pone il problema se andare avanti con il progetto già approvato dal CIPE o se scegliere la soluzione che sta emergendo all’interno del partito (a livello di tavolo tecnico tematico di Italia Viva Roma) che è quella di utilizzare l’attuale tracciato della Pontina, sul modello dell’autostrada Tirrenica (che utilizza il tracciato dell’Aurelia). L’obiettivo è di evitare di duplicare i tracciati stradali, ridurre i costi, migliorare l’inserimento ambientale e minor consumo di suolo.

(Ruggiero e Marcello)