Uno shock necessario

La redazione dell’Ottangolo ha incontrato l’on. Luciano Nobili, di Italia Viva, estensore, insieme all’on. Raffaella Paita, del disegno di legge comunemente noto come “Piano Shock” e ha discusso con lui di contenuti, modalità, progetti e bisogni indirizzati dal Piano e attualizzati sul territorio di Roma e del Lazio.
Il disegno di legge “Italia Shock” prevede misure urgenti per un vasto Piano di opere pubbliche strategiche, sbloccare i cantieri, investire ingenti risorse finanziarie (120 MLD) da tempo disponibili ma inutilizzate per inerzia, per vincoli burocratici, e per mancanza di una visione di modernizzazione e sviluppo del Paese.
Il disegno di legge di Italia Viva vuole sbloccare i procedimenti autorizzatori, velocizzare le gare di appalto e rendere più fluide le procedure di cantierizzazione mediante: riduzione a due i livelli di progettazione; nomina di commissari straordinari per gli interventi prioritari; stabilire termini perentori per impugnative e pronunciamenti sui ricorsi; semplificare la Valutazione di impatto ambientale; dare termini perentori per il rilascio delle autorizzazioni; ripristinare le strutture tecniche di missione; lanciare il piano di opere stradali, ferroviarie, portuali e di riassetto idrogeologico già cantierabili.
Il Piano proposto da Italia Viva, nei contenuti e nelle misure individuate, ha avuto un forte potere attrattivo sulle altre forze politiche , anche su quelle pregiudizialmente contrarie, registrando il consenso di Confindustria e delle forze sindacali. Anche L’Autorità Anticorruzione ha assunto di recente posizioni considerabili in sintonia con il disegno di legge del partito.
Lo stesso presidente Conte ha dato l’avallo al progetto e solo qualche giorno fa, il tema delle infrastrutture e degli investimenti pubblici in opere di interesse strategico, posto anche dalla task force governativa di Vittorio Colao al centro di “Iniziative per il rilancio Italia 2020-22”, è diventato materia prima del nuovo “Piano Italia Veloce” della Ministra Paola De Micheli che movimenterebbe fino a 200 miliardi di euro di opere, di cui oltre la metà già stanziati, da mettere in circolo per ravvivare la domanda interna e il Pil.

La discussione è stata franca e molto approfondita, e a questa hanno contribuito con competenza e puntualità Marcello Veccia (ex Dirigente Italfer) e Ruggiero Borgia (ex AD Autostrade del Lazio).

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