Varato il Piano delle Opere prioritarie per Roma e il Lazio

Con l’approvazione del Decreto Semplificazioni, da parte del Consiglio dei Ministri il 7 luglio scorso, è stato approvato, grazie all’impegno ed alla forte determinazione di Italia Viva e del suo “Piano Shock”, l’elenco delle 130 opere di preminente interesse strategico da sbloccare nell’immediato.

Per queste opere, che già dispongono dei necessari finanziamenti, i cantieri potranno essere aperti contando anche sulla funzione di commissari da nominare ad hoc sul modello Genova.

Nell’elenco delle opere prioritarie si colloca il Piano degli interventi infrastrutturali a Roma e nel Lazio, come di seguito riportato.

1. Potenziamento del collegamento tra il porto di Civitavecchia e il nodo intermodale e logistico di Orte (SS 675 Umbro-Laziale), destinato a costituire un’ulteriore trasversale di collegamento tra dorsale tirrenica e le regioni del Nord e del Nord-Est. Il tratto interessato ai lavori è Monte Romano Est-Civitavecchia.

2. Completamento dell’itinerario stradale tirrenico (A12) Tarquinia-S. Pietro in Palazzi, in prosecuzione dell’autostrada Roma-Civitavecchia a sud e verso S. Pietro in Palazzi-Livorno-Genova a nord. I lavori più impegnativi riguarderanno l’ampliamento a 2 corsie per senso di marcia, il rifacimento degli svincoli con l’eliminazione delle intersezioni e le opere di sicurezza sul Tratto Tarquinia-Grosseto e più in particolare tra Capalbio e Grosseto sud. A nord di Grosseto gli interventi riguarderanno prevalentemente il rifacimento delle pavimentazioni dell’attuale Aurelia.

3. Collegamento autostradale Roma-Latina (con la Cisterna-Valmontone e opere connesse). Per quest’opera vi sono almeno 3 nodi da sciogliere: che fine fa l’attuale Pontina; l’immissione su Roma; il collegamento sul GRA o sulla Roma-Fiumicino per la prosecuzione diretta sull’autostrada Roma-Civitavecchia.

4. Interventi di adeguamento e del potenziamento della strada statale Salaria (ss.4), i cui progetti sono in campo ormai da decenni.

5. Interventi di riqualificazione e di adeguamento antisismico delle autostrade Roma-Torano e Torano-Pescara (A24-A25 Strada dei Parchi). Riguarderanno principalmente ponti viadotti e gallerie, in base ad un articolato Piano varato a seguito dei gravi eventi sismici del 2009 e recepito in un provvedimento di legge del 2012, ancora in attesa di attuazione.

6. Chiusura dell’Anello Ferroviario di Roma, funzionale all’ottimizzazione degli scambi sulla rete, ma soprattutto importante per il miglioramento dei livelli di mobilità sui sistemi collettivi di trasporto nella capitale.

Il quadro delle opere prioritarie è completato da: messa in sicurezza del Sistema Acquedottistico del Peschiera, la riorganizzazione dei Presidi su Roma, la realizzazione del Polo Cibernetico.

A valle dell’approvazione del Piano sblocca cantieri, il commento di Matteo Renzi e di altri autorevoli esponenti di Italia Viva, Raffaella Paita e Luciano Nobili, è stato:” Si tratta di un primo passo”.

Un primo passo a cui dovranno seguirne altri sulla strada del rilancio economico e della modernizzazione infrastrutturale del Paese, della riorganizzazione e del riequilibrio territoriale, della tutela e della salvaguardia idrogeologica.

Nella sostanza il risultato politico conseguito è importante ma non ancora sufficiente a determinare quella svolta di cui il Paese ha bisogno. Non ci si può accontentare e va mantenuta alta l’attenzione politica.

Queste considerazioni sono pienamente condivisibili, almeno per tre ordini di ragioni.

In primo luogo, l’elenco delle opere è incompleto e andrà necessariamente integrato, per cui l’operazione Shock non è affatto conclusa. Le opere da integrare, solo per citarne alcune sono: la riqualificazione funzionale della linea ferroviaria Roma-Ostia; l’adeguamento dei viadotti della Roma-Fiumicino; il completamento della Metro C; la riorganizzazione del sistema aeroportuale della capitale; il completamento dei lavori di potenziamento della Tiburtina e la riqualificazione urbanistica dell’intero quadrante a partire dalla stazione Tiburtina; l’adeguamento, anche in termini di servizi delle stazioni metropolitane e dei parcheggi scambiatori. 

In secondo luogo, l’obiettivo non può essere solo la completezza a meno di un elenco di opere, ma anche il controllo di come queste vengono realizzate. E qui l’impegno deve essere ancora più forte e più attento perché vengano rispettati tempi e costi di esecuzione dei lavori, ma anche al fine di evitare che le soluzioni tecniche e progettuali impattino negativamente sugli assetti territoriali, sul consumo dei suoli, sugli equilibri urbanistici, anzi, se possibile favoriscano, nel quadro di una “progettazione di sistema”, l’adozione di misure di ripristino di storture pregresse e di ottimizzazione. In definitiva non basta costruire, bisogna anche farlo bene con un’idea ed una visione più ampia e aperta al futuro della Città, del suo hinterland e delle relazioni con territori e aree geografiche limitrofe o lontane, della mobilità e dei livelli qualitativi di vita.

Infine, proprio in ragione delle considerazioni di cui sopra, lo sforzo deve essere quello di costruire una politica dei trasporti e della mobilità che consideri anche le aziende locali di trasporto, da quelle regionali a quelle municipali (la crisi dell’ATAC va affrontata con una serie di decisioni orientate al massimo di pragmatismo ma sulla base di scelte coraggiose). E’ importante, dopo aver definito il Piano di Opere e aperto i cantieri, dopo aver effettuato verifiche puntuali in merito alla qualità delle soluzioni progettuali adottate, garantire anche la coerenza tra opere,  qualità tecnico-funzionali e linee politico-programmatiche che ispirano i programmi realizzativi.

In questa logica, un’ultima considerazione, una volta aperti i cantieri e nominati i commissari, chi si prenderà in carico il controllo delle opere e la gestione dei passi successivi? A quale livello istituzionale dovranno rispondere? Chi sarà l’interlocutore dei Commissari straordinari?

Non sarà il caso di creare un Cabina di Regia presso il Ministero delle Infrastrutture con la partecipazione di tutti i livelli istituzionali coinvolti?

Anche a questo livello abbiamo altri passi da compiere, perché il percorso non si fermi e la strada non venga interrotta.

(Ruggiero Borgia)

*la foto in primo piano è dal sito: https://www.tgtourism.tv/2017/04/roma-i-5-migliori-punti-panoramici-31033/