Confusione?

In questo periodo di apparente vacanza, nel quale ognuno non fa che chiedersi cosa ne sarà del Covid-19 da qui a poco, al ritorno del freddo, e nel quale molti si chiedono cosa ne sarà delle loro imprese, delle compagini politiche di governo locale e non, e dei diritti civili, sempre più spesso mi accade di sentir dire: di Conte non mi fido, il PD è allo sbando, Renzi mi ha deluso.

Punto 1 (di Conte non mi fido), mi sembra inoppugnabile il presentimento di inganno, dato il suo guardaroba doubleface, ed il suo addetto alla comunicazione e copywriter. Punto 2 (il PD è allo sbando), non c’è che dire, l’affermazione è convincente, Bettini sembra l’unico a parlare, Orfini non ha abbastanza forza per salvare l’anima di sinistra del partito, Zingaretti forse farebbe bene a proporsi come Sindaco nel 2021, e Base Riformista non si capisce perché sia rimasta nel PD, quando avrebbe potuto sostenere Renzi ed evitare la scissione se solo alle primarie ci fosse stata meno ambiguità, e perché ad oggi più che un’ala riformista appare come una corrente non troppo forte, non tanto forte da ribaltare gli equilibri ma oramai in gran parte irrecuperabile alla logica renziana di presidio e avanguardia.

Veniamo ora al punto 3 (Renzi mi ha deluso). Ecco che qui qualche dubbio sorge. Deluso in cosa? Sento dire cose che mi lasciano assai stupita, se non basita. Ragione 1 di disillusione, perché ha sbagliato a dire che si sarebbe dimesso se perdeva il Referendum. Questa ragione, come lo stesso Renzi ha ammesso più volte, è credibile, ma non tanto da giustificare un disamore per una politica che è rimasta, nelle idee e nei comportamenti, fedele a se stessa. Ragione due, per ché è antipatico, non è empatico, non comunica. Ora, se frequentaste un po’ il contesto dei sostenitori, dovreste ammettere che di carisma, simpatico o no, ne ha moltissimo. Che non è che gli altri leader abbiano lo standing di Martin Luther King, o di Malcom X. Che non c’è alcuna ambiguità nella proposta e nella visione, e che quella che alcuni ritengono essere una certa flessibilità nel mutare posizione è una programmatica strategia di posizionamento per garantire obiettivi che sono saldi, sempre presenti, e sempre uguali. In questo senso, e qui parlo a titolo personale, pur condividendo il 90% delle proposte di Italia Viva e di Renzi, sono personalmente per il Proporzionale (legge elettorale), proprio perché ritengo tuteli la possibile adhocratica misura delle forze con alleanze di scopo, quando lo richieda la difesa della democrazia. Amo i partiti piccoli e il loro peso, e vorrei che si tornasse al finanziamento pubblico.

Accanto a queste ragioni ho un po’ di brividi quando sento dire, come oggi in una conversazione amichevole, che “fortuna che abbiamo Conte, pensa se avessimo avuto Salvini e il Covid tutti e due in platea”. “Conte ci ha salvati”.

Trasecolo, se era per Conte, ancora lì stavamo. E Conte, attuale presidente del consiglio, nulla muove se non dopo che Renzi, i riformisti di Italia Viva e pochi altri avanzano proposte capaci di rimettere le cose in gioco e le persone al lavoro. Ora, non nego un buon lavoro di integrazione delle buone idee come parte dei risultati del Governo, ma credo, in tutta onestà, che al 90% provengano dalla visione riformista e dal suo credito in Europa.

Vediamo ora cosa succede sul MES. Intanto, per i diritti civili, per l’economia, per le famiglie, per i migranti, le idee migliori sono venute ai ministri di area riformista, area che continua ad essere l’oggetto di un oscuro discredito da parte del PD.

Ci sono temi importanti, TLC, Scuola, Formazione, Lavoro, Infrastrutture, Grandi opere, Mobilità, Inclusione, Fiscalità, smart working, eLearning, Democrazia. Ma ad oggi, io non capisco quale sia il programma del PD, di Conte, dei 5S, mentre mi appare chiaro quale sia quello delle destre, assai capaci di cavalcare le crisi. E le crisi, in questo quadro, ci saranno.

Sarò la figlia di una magnifica illusione, ma io trovo credibile, e non solo credibile, anche necessario, guardare alla strada riformista come all’unica davvero percorribile, con le forze democratiche della sinistra.

E, signori miei, fate i conti con la politica dei leader.

In VIII Municipio, la forza della proposta politica viene dalla campagna di comunicazione centrata sulla Presidenza. Un’ottima campagna su un’ottima persona. Come un’ottima persona è Matteo Renzi.

La scommessa la deve fare però la militanza, che deve costruire, e sostenere, visioni, di lungo termine, e azioni concrete subito.

Io la mia magnifica illusione me la tengo stretta. Credo agli autentici, simpatici o no. Quelli solo simpatici e paternalisti, come il nostro premier, mi fanno sempre un po’ paura.

(NG)

e, questo pezzo di Battisti, con dedica–