Per vendetta

Non voglio convincere nessuno, so per esperienza che i processi elettorali sono lunghi, profondi e non sarà di certo qualche post su fb a far cambiare un’opinione, magari radicata da anni. Voglio solo dire la mia su alcuni argomenti degli elettori ed elettrici favorevoli al “taglio”, che mi sembrano la dimostrazione plastica di quanto si sia abbassato, progressivamente negli ultimi venti anni, il livello della consapevolezza politica di una parte, vedremo quanto grande, degli italiani.

Su alcuni di questi argomenti non intervengo, se non per cenni, dato che il dibattito in corso ne ha già fatto ampiamente giustizia. Chi non si è accorto della loro inconsistenza conferma la tesi del basso livello di comprensione della realtà. Si tratta del risparmio sui costi, irrisorio; della presunta maggiore efficienza di un Parlamento meno numeroso, tesi indimostrabile a priori, semmai è più facile dimostrare il contrario in assenza di una modifica dei regolamenti parlamentari; dell’assestamento di un colpo alla “casta”, quando anche un bambino capisce che diminuire il numero dei presunti “castaioli” non farebbe che concentrarne il potere rafforzandola.

A nessuno dice niente che la stragrande maggioranza delle segreterie dei partiti (che già decidono chi sarà eletto e chi no) non siano gran che interessate al numero, che più basso sarà e meno fatica faranno a governare i gruppi parlamentari? Il referendum è solo merce di scambio.

Non intervengo neanche sulla menomazione della rappresentatività del Parlamento, che non svantaggerà solo, come è stato ampiamente dimostrato, molti territori, ma che costituirà un innalzamento di fatto della soglia elettorale per alcuni partiti.

Un innalzamento ineguale, alcuni territori al 5%, altri fino al 20%, che favorirà due o tre partiti più grandi e penalizzerà quelli più piccoli, cancellando voci comunque importanti e sostenute da un insieme di milioni di voti costretti a un’irrilevanza forzata.

Comprendo quanto sia difficile capire un argomento del genere da parte di una massa mitridatizzata da anni di iniezioni di dittatura della maggioranza, che hanno cancellato il senso del pluralismo e della democrazia in favore di politiche finto securitarie e para decisioniste. Né mi appassiona il dibattito sulle ragioni “storiche” o “geografiche” della diminuzione.

Si affastellano dichiarazioni, tutte fuori contesto, di illustri deceduti, che non possono replicare, magari per dire che nelle condizioni politiche attuali si rifiuterebbero di fare da sponda a un semplice taglio lineare.

Si paragonano sistemi istituzionali imparagonabili, di stati presidenziali e/o federali. Insomma la sagra del pastone politico che dimostra solo quanto l’incialtronimento grillino abbia fatto breccia anche tra i sostenitori di famiglie politiche migliori. 

Io sono favorevole alla riduzione dei parlamentari. 500 in una sola Camera dei Deputati. Aggiungo che abolirei le Regioni, ripristinerei le Province come ambiti di programmazione ottimali e darei più poteri di gestione ai Comuni. Per questo votai Sì al referendum del 2016, che non sarà stato ottimale, ma era un grande inizio di riforma di sistema. Altro che questa presa in giro al termine della quale, se vincerà il Sì, non solo, come è sempre accaduto, non si metterà più mano ad alcuna delle riforme oggi promesse per “dopo”, ma tutto il processo legislativo, già menomato da anni, funzionerà peggio. Conosciamo la storia, ci si può scommettere.

Cosa resta, allora? Il discorso sui “ladri”. I politici, in questo caso i parlamentari, sono tutti ladri, dice la gran parte dei sostenitori del Sì, vanno dunque puniti e se non c’è altro mezzo approfittiamo di questo. Il classico esempio di una finta punizione che aggrava il problema.

Io non credo che i politici siano tutti ladri. Al contrario credo proprio che la maggioranza di loro sia gente per bene, che magari sbaglia a volte, come chiunque. Inoltre da almeno tre legislature, per effetto di alcune riforme, i casi di disonesti in Parlamento si contano sulle dita di una mano o poco più. C’è molta più disonestà nella società, c’è molta più “casta civile” che fa lobby e pressa la politica debole, salvo alimentare, dopo, uno spirito di vendetta nevrotico, per non essere stata soddisfatta o per invidia sociale. O più semplicemente, come nelle chiacchiere da bar, ogni frustrato sostiene che avrebbe saputo fare meglio.

I politici ladri si puniscono non eleggendoli, non tagliando a casaccio. Altrimenti i ladri sono eletti dai ladri o da inconsapevoli che votano senza senso. 

Sono sempre stato contrario a ogni tipo di taglio lineare, la vendetta non è nelle mie categorie politiche e umane, non ho mai votato alcun ladro e soprattutto non credo che i parlamentari lo siano, come non credo che la politica sia una cosa sporca e tutti i partiti siano uguali. 

Per questo, indipendentemente da previsioni e sondaggi che non mi hanno mai condizionato, a settembre voterò NO, NO e poi NO.        

(Umberto Mosso)

E quindi noi votiamoNO, votiamoNO, votiamoNO

*L’immagine in evidenza e quella nel testo sono tratte dal film Old Boy, diretto da Park Chan-wook nel 2003