L’ENTROPIA E I DECRETI SICUREZZA DI SALVINI

Molti di noi fanno una cosa al mattino: versano in un bicchiere di latte una buona quantità di caffè appena fatto. E voilà il nostro cappuccino che insieme ad una bella fetta di torta, ci aiuta ad affrontare bene la giornata. Mescolare il caffè caldo e fumante con il latte, per quanto banale possa sembrare, costituisce un processo irreversibile. Nessuno al mondo sarà mai in grado di ristabilire le condizioni di partenza, cioè separare il caffè dal latte. Due entità omogenee e quindi “ordinate” (il latte e il caffè) si sono fuse in una sola entità disomogenea, “meno ordinata”. Se fossi preparato in fisica teorica potrei dire che questa cosa somiglia tanto ai processi che in natura fanno aumentare quella che viene definita Entropia.

Questo concetto viene dalla termodinamica, roba complessa, da ingegneri, non per me che amo solo scimmiottarne i contenuti. L’Entropia misura il grado di disordine di un sistema in relazione al fatto che ogni processo irreversibile produce una configurazione meno ordinata. Per rimanere alla prima colazione, il gas che abbiano acceso  per fare il caffè si è combinato con l’ossigeno, durante la combustione, dando luogo ad un altro processo irreversibile. Insomma quasi tutto quello che succede modifica in modo permanente la struttura dell’Universo e non c’è possibilità alcuna di ritornare ad una struttura precedente. L’Entropia pertanto può solo aumentare e questo ci dà anche la percezione che la freccia del tempo ha una sola direzione dal presente al futuro.

Quanto detto ci aiuta in qualche modo per capire ciò che accade intorno a noi? 

Direi di si perché, in qualche maniera, i principi della fisica tendono a regolare anche i fenomeni sociali. Forse dipenderà dal fatto che siamo immersi in un sistema dove le leggi della natura, governano ogni fenomeno e, perché no, anche quello demografico legato alla migrazione delle persone.

Un report delle Nazioni Unite del giugno 2019 prevede che la popolazione mondiale crescerà nei prossimi trenta anni di circa 2 miliardi, passando dai 7,7 attuali ai 9,7 e che alla fine di questo secolo si arriverà a 11 miliardi.

Tale andamento demografico non è uniforme in tutti i paesi del mondo. Alcuni di essi trainano in maniera importante questo trend, come India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Tanzania, Indonesia, Egitto. 

In controtendenza l’Europa è caratterizzata da fenomeni come il calo delle nascite e il costante invecchiamento della popolazione. Secondo lo stesso studio delle Nazioni Unite nel 2050 una persona su quattro che vive in Nord America ed in Europa avrà più di 64 anni.

Questo dato fa parte del più ampio e progressivo invecchiamento della popolazione che interessa i paesi ricchi e industrializzati, perché l’allungamento della vita (principale fattore dell’invecchiamento demografico) è dovuto ad una sostanziale stabilità economica e politica, alla sconfitta della morte precoce e al controllo sulle nascite indesiderate.

Se i paesi ricchi occidentali continueranno a vedere la popolazione diminuire ed invecchiare, altre parti del mondo, come si diceva, nel futuro più o meno prossimo tenderanno a crescere e “ringiovanire” in maniera sempre più rapida.

Il continente più emblematico da osservare in questo senso è l’Africa. Nel 2050 è previsto che un abitante su quattro in tutto il mondo sarà africano. Quando la popolazione mondiale raggiungerà circa i 10 miliardi di persone, quella africana sarà infatti di circa 2,5 miliardi. Oltre a questo, le stime prevedono che nel continente africano i giovani sotto i 18 anni nel 2030 raggiungeranno i 750 milioni e nel 2050 il miliardo. 

La popolazione che nei prossimi anni nascerà e crescerà in Africa, se non troverà condizioni di vita quanto meno minime nei paesi di origine, sentirà forte il bisogno di trasferirsi altrove. 

Oggi stiamo vivendo un periodo storico in cui si parla di crisi e di emergenze migratorie, con statistiche e numeri che, in confronto a ciò che avverrà nel prossimo futuro, risulteranno irrisori.

Questi fenomeni determinano e continueranno sempre più a determinare una profonda modifica della struttura della popolazione dei paesi di approdo e a far crescere  l’Entropia demografica su larga scala per la tendenza nel tempo alla trasformazione degli abitanti dell’UE in una grande massa eterogenea ovvero composta da elementi di diverso tipo: diversa provenienza, diversa razza e diversa cultura. Il fenomeno è generale e riguarda l’intero globo terrestre (272 milioni di cittadini migrati – rilevazione ONU del 2019): le aree omogenee tenderanno a mescolarsi fino alla definitiva trasformazione, nel tempo (tanto o poco non importa) in una grande area eterogenea. E’ proprio come mescolare il latte con il caffè. Già oggi le popolazioni dei paesi UE somigliano a tanti cappuccini, magari alcuni sono ancora semplicemente “latte macchiato”, ma con il tempo diventerà tutto un unico variegato e vibrante miscuglio di razze e di culture.

Le presenze nell’UE degli stranieri regolari rilevata nel 2019 è quella rappresentata nella tabella che segue:

Valore assolutoIncidenza sulla popolazione totale
Austria1.385.82315,7%
Belgio1.366.07012%
Irlanda578.78212%
Germania9.678.86811,7%
Spagna4.562.9629,8%
Regno Unito6.285.9749,5%
Danimarca505.9348,8%
Svezia885.8398,8%
Italia5.144.4408,5%
Grecia816.0597,6%
Francia4.687.4317%
Olanda991.4405,8%
Rep. Ceca515.4224,9%

Se aggiungiamo anche i 5 milioni di irregolari si comprende come anche il “latte macchiato” diventi sempre più scuro.

Dovremmo farcene una ragione: il nostro futuro è il meticciato secondo la visione del filosofo austriaco Nikolaus Kalergi, vero padre dell’Unione Europea (denigrato dall’estrema destra come complottista).

Kalergi (https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Nikolaus_di_Coudenhove-Kalergi) contrappose, nelle sue pubblicazioni, alla visione della superiorità razziale nazista quella della proficua convivenza ed integrazione dei popoli, un amalgama di culture e di saperi che avrebbe generato un popolo nuovo più aperto e liberato dalle guerre. 

A questa “integrazione di popoli” oggi come allora si oppongono forti resistenze che mostrano la scarsa capacità di valutazione da parte di governi miopi e dispensatori di paure. 

Eppure l’incontro tra culture differenti porta un arricchimento di entrambe: nuove risorse economiche e culturali, nuova  forza lavoro e sostegno all’economia in un continente che si intestardisce a non fare figli. Diverse tradizioni, costumi, visioni tendono a integrare e colmare le esigenze locali. Inoltre l’entusiasmo e la vitalità dei nuovi arrivati è uno stimolo per nuove idee. Più di tre quarti dei brevetti ideati nelle migliori università americane coinvolgono un inventore migrante. Circa la metà delle startup della Silicon Valley, tra cui Google, Linkedin, Tesla e Stripe, sono state co-fondate da immigrati. 

Concluderei dicendo, a chi vuole fermare il fenomeno con la costruzione di muri o con il blocco dei porti, che sta cercando di fermare il mare con uno scoglio, i muri cederanno e i porti saranno varcati perché questo è un processo inesorabile come appunto l’incremento dell’Entropia in termodinamica.

Che il sogno di Kalergi diventi interamente realtà è solo una questione di tempo e chi non capisce può solo ostacolare, rallentare. Chi comprende oggi che questo è il destino dell’umanità può rendere un grande servizio facendo in modo che l’integrazione dei popoli avvenga in modo ordinato, senza traumi e senza paure e buttare subito al macero i decreti sicurezza di salviniana memoria.

(MV)