SONO O NO DI SINISTRA?… E CALENDA…?

Sono o no di sinistra? Una domanda cruciale che quando se la pone uno come me in età matura crea qualche dubbio esistenziale.

I battibecchi tra me e mio figlio mi fanno a volte trasalire come se stessi camminando sulla strada sbagliata. L’essere figlio di un sessantottino, ex Movimento Studentesco, approdato al PCI di Enrico Berlinguer e via discorrendo con tutte le forme che questo partito ha assunto dalla Bolognina in poi, non lo ha risparmiato dall’avere un’anima di sinistra che lo distingue politicamente e soprattutto umanamente.

E’ molto probabile che mi sia fatto un film per conto mio e che lui non abbia subito alcuna influenza da parte mia. In verità di sinistra a volte ci si nasce, è una forma caratteriale che emerge già nei primi anni quando si inizia a comprendere come funziona il mondo che ci circonda, una certa propensione a considerare la propria persona non solo uno strumento di utilità per se stessi ma anche di utilità per gli altri, una generosità sociale, una generosità che non si esaurisce con il prossimo che ti sta accanto ma va oltre.

Spesso questo ragazzo, che non è più un ragazzo ma un uomo con famiglia, mi mette in fuorigioco perché mi ripropone idee e miti che ho vissuto con grande passione. So che spesso lo fa apposta, in modo provocatorio, perché certamente non è intriso di ideologia. E’ una persona concreta e pragmatica, ma quando mi sbatte in faccia qualche datata immagine di compagni magari con dietro un vecchio manifesto con il volto di Lenin, mi fa trasalire, mi sforzo di fare una risata ma comunque mi fa pensare.

L’ultima che mi ha rifilato è stata una giaculatoria contro Calenda, non appena si è sparsa la voce della sua candidatura e dell’appoggio di Italia Viva. Non gli è sembrato assurdo descrivere il candidato a sindaco di Roma come un opportunista che ha usato il PD per la sua ascesa, per di più appartenete alla screditata categoria dei manager prestati alla politica.

Si apre la prima problematica: Italia Viva appoggia la candidatura, il Partito Democratico c’è rimasto male, insomma non la sostiene, anzi sembra proprio contrario. Da qui si passa alla seconda: il PD è di sinistra e Italia Viva no. Sono equazioni assurde è vero, delle semplificazioni che non spiegano nulla e non trovano giustificazioni plausibili. Dietro queste posizioni ci sono giochi di potere e strategie non sempre comprensibili e spesso poco trasparenti. La conseguenza è che si tende a prendere per buono quello che appare, spesso artatamente costruito, per cui alcuni vedono Calenda come un ingrato, altri della sinistra radicale come un “borghese”, altri ancora come un guastafeste che non vuole le primarie.

Il suo curriculum certamente conferma che è un “borghese”, Cresciuto nel quartiere Prati, ha frequentato il liceo classico Mamiani. Ha iniziato a lavorare ancora studente, vendendo fondi di investimento e polizze, come consulente finanziario di SanpaoloInvest. Si è laureato in giurisprudenza ed ha iniziato a collaborare con società finanziarie prima di approdare, nel 1998, alla Ferrari sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, poi a Sky dove è stato responsabile marketing. In Confindustria viene nominato assistente del presidente e poi direttore dell’area strategica e affari internazionali. 

Un “borghese” però fortemente corteggiato dal PD tanto che venne nominato viceMinistro dello sviluppo economico nel governo Letta (Letta eh, non Renzi!), confermato tale nel governo Renzi, otterrà anche la delega al commercio estero.  Nel gennaio 2016 è nominato Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea, per poi tornare al MISE come Ministro, subentrando all’interim che Matteo Renzi aveva assunto a seguito delle dimissioni di Federica Guidi; riconfermato nello stesso incarico nel Governo Gentiloni, avrà il merito di promuovere ed attuare per la prima volta in Italia un piano strategico di sviluppo industriale chiamato “Impresa 4.0”.

Le elezioni europee del 2019 lo vedono schierato con il PD di Nicola Zingaretti con la sua candidatura nella circoscrizione nord-orientale, verrà eletto europarlamentare con 275.161 preferenze nella lista unitaria PD-Siamo Europei, arrivando primo fra i candidati della lista per numero di preferenze e risultando il candidato  più votato in Italia del Partito Democratico.

Balza all’occhio che oltre ad essere un iscritto del PD prima che fondasse “Azione”, Calenda ha maturato le sue esperienze politiche più significative, coinvolto dai massimi dirigenti del partito (Letta, Renzi, Gentiloni, Zingaretti). Or dunque, “borghese” o no, è andato bene finché non è entrato in contrasto con qualcuno. È andato molto bene soprattutto da Ministro perché oltre a “Impresa 4.0”, ha risolto importanti crisi industriali compresa quella dell’ILVA di Taranto, poi stupidamente affossata dal sopraggiunto governo giallo/verde.

E allora che c’è che non va? È uscito dal PD per fondare un altro partito come Renzi con Italia Viva. Quindi non siamo più di sinistra? Siamo diventati di colpo infrequentabili? È come se versato il vino da una bottiglia in un bicchiere poi si sostenesse che il vino del bicchiere non è più buono come quello rimasto nella bottiglia.

Borghese, non borghese, proletario, non proletario, sono categorie sociali che non riesco più ad apprezzare. Oggi è più logico vedere la società fatta di persone che hanno un buon lavoro (posto fisso), quelli che hanno un lavoro scadente (precari) e quelli che un lavoro non riescono a trovarlo. E del resto gli schieramenti politici oggi si distinguono solo dai programmi, tutto il resto non conta nulla. Se si escludono i sovranisti e i populisti, con tutti gli altri si possono fare, per governare, alleanzebasate su progetti e programmi e se c’è qualcuno che vuole assumersi il fardello non proprio leggero di gestire la Capitale e ha le carte in regola per farlo, ben venga, el’analisi del sangue non può fargliela certo la sinistra storica romana (PD o no) che non vanta un gran pedigree tra inchieste e commissariamenti.

Calenda sarà un manager prestato alla politica, ma a me sembra una persona seria e competente e nei suoi incarichi politici, avuti sempre dal PD, ha dimostrato di avere a cuore l’interesse nazionale, massima attenzione ai problemi del lavoro e dell’occupazione e soprattutto di avere un occhio costantemente puntato verso il futuro. Sarebbe un ottimo Sindaco per la nostra amata Capitale.

Sulla domanda se sono di sinistra o no e se lo è il mio partito Italia Viva non rispondo per non precipitare nella banalità. Posso però dire con sicurezza che per essere di sinistra, progressista, democratico, riformista, cattolico dem, ecc… ecc… serve solo il rispetto e la considerazione per gli altri, tutti ed in particolare quelli che hanno più bisogno di essere considerati. In fondo non serve altro. Tutto quello che specifica ulteriormente tale concetto è superfluo, perché questa è una cornice che comprende tutto ciò che gli uomini e le forze politiche, di sinistra appunto, dovrebbero sentire per rendere il mondo un posto migliore.

MV (Ott. 2020)

Le foto sono da: L’Espresso, La Cronaca di Roma, Il Corriere della sera, La Stampa, alessioporcu.it