Quasi una fiaba di Natale

A Natale, come in tutti i periodi dell’anno quando le emozioni, i ricordi, le vicissitudini, gli incontri, gli affetti, le ricorrenze, rendono più vivi ed intensi i sentimenti, aprendo all’amore senza remore, le storie più belle, quelle che ti segnano dentro e che seppure piccole diventano parte della tua vita, non sono solo quelle che leggi, ma soprattutto quelle in cui ti imbatti, che vivi e che ti lasciano gioia e commozione.

Ieri 19 dicembre, un sabato speciale, dedicato a noi perché dedicato agli altri. Con le amiche e gli amici di Italia Viva dell’VIII Municipio, all’ingresso di un supermercato alla Montagnola. A fare appello alla generosità di giovani e anziani, di donne e di uomini, di persone più o meno agiate, per il dono di prodotti. Per una “spesa sospesa” che la Croce Rossa romana distribuirà per il Natale alle persone più fragili e in difficoltà.

Scambi di sorrisi, di auguri e di grazie mentre gli alimenti per grandi e bambini vengono raccolti in un carrello.

Lì, a quello stesso ingresso del supermercato, in un angolo, una cassetta come sgabello, un vassoietto per le monetine ed un cartello con su scritto a caratteri incerti “Aiutatemi a rientrare in Bulgaria”. Una donna ancora giovane, vestita di sicuro e con un vecchio soprabito troppoleggero per difendersi dal freddo intenso di una giornata di dicembre, con discrezione e dignità si affidava alla generosità delle stesse persone da noi fermate, per una moneta, un obolo di speranza.
Ci ascoltava mentre porgevamo ai clienti del supermercato un sacchetto di plastica ed un volantino con l’indicazione dei prodotti eventualmente da donare.
Ci guardava con aria assorta.
Si è avvicinata al nostro gruppetto, in silenzio e con la stessa discrezione mantenuta fino a quel momento. 
Non per chiedere, ma per donare.
Un piccolo sacchetto di biscotti, da noi deposto nel carrello come un dono speciale, pieno d’amore, con grande cuore, per un bambino che non la conoscerà mai e che mai saprà quanto quel gesto sia un segno di dedizione e di coraggio.

E’ poi tornata alla sua cassetta, d’angolo, lì vicino a noi, con uno sguardo intenso ed un leggero sorriso sulle labbra.

Un sorriso, una corrente di bontà, un valore da portarsi dentro e con cui accompagnare il nostro impegno sociale e politico, ma anche le nostre storie di vita quotidiana.

Un piccolo episodio che un “angelo” ha trasformato in una quasi favola di Natale.
Grazie!”

(Ruggiero Borgia)