leggere il futuro

ma senza i fondi di caffé

Sono giorni drammatici per un paese che vive la pandemia, come tutti gli altri, con percezione del danno e speranza ancora viva, sia pur flebilmente, nel futuro.

Occorre, con urgenza, togliere le bende dagli occhi e farsi avanti per un presente che possa far pensare con fiducia al domani.

Cosa avremmo potuto avere e non abbiamo avuto né abbiamo oggi:
  • una programmazione delle azioni a sei mesi e non a sei giorni. Regole certe in attesa di arrivare alla scoperta del vaccino e alla pianificazione delle sue erogazioni.
  • regole valide per tutti, e non a fasce, capaci di sanare l’economia e consentire la programmazione familiare
  • un paese in cui si azzeravano gli spostamenti evitabili, con lo smartworking e il telelavoro obbligatori in condizioni possibili e regole di contrattazione e sicurezza imposte a tutti i datori di lavoro, formazione di aziende, organizzazioni e persone a un uso consapevole del lavoro da casa (trasversale a tutti)
  • chiusura di licei e università (salvo il primo anno delle superiori) e attivazione a distanza di semestre in semestre, con formazione estiva degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, capitalizzabile per il futuro fra le metodologie integrabili alla scuola tradizionale
  • pianificazione di opzioni in socializzazione mista e protetta per i diversamente abili
  • servizio di navette dedicate alle singole scuole per questi ultimi e per gli allievi di asili, materne, elementari e medie inferiori.
  • formazione alla sicurezza e alla prevenzione del rischio degli insegnanti di primo grado, e del personale ATA.
  • un approccio narrativo alla medicina di emergenza e al dialogo con le famiglie
  • servizi di ausilio alla solitudine da isolamento non reattivi ma proattivi (non deve essere la persona a chiamare, ma il servizio a proporsi in modo uniforme)
  • campagne di comunicazione puntuali e mirate per quartieri, municipi, città, regioni e nazione
  • informazione trasparente su dati pandemici e vaccini
  • attività culturali pervasive sia pure a distanza (biblioteche e librerie itineranti in sicurezza, book crossing, teatro e musica all’aperto)
  • un sistema di trasporto urbano ed extraurbano rivisitato nei fatti e agibile
  • UNA PROPOSTA SISTEMICA DI RIORGANIZZAZIONE VIRTUOSA, OVVERO A PARTIRE DA CIO’ CHE LA PANDEMIA INSEGNA, del vissuto cittadino (orari dei negozi di prossimità, consegna a domicilio, commercioOnLine, apertura di tutti gli esercizi a fasce orarie determinate e con accessi limitati, sempre ma per tutti possibili)
  • prolungamento delle aperture dei negozi di prima necessità (8,00 -20,00 a orario continuato e sabato e domenica)
  • coprifuoco alle 22 sempre per 6 mesi
  • informazione sulla salvaguardia della salute in tempo di pandemia (analisi, fisioterapie, terapie obbligatorie, prevenzione)
  • sostegno psicologico proposto a tutti e non a richiesta
  • incremento dei servizi di psicologia dell’emergenza per operatori in burnout e per le comunità.
  • Servizi di supporto alla riconversione per imprese e lavoratori e lavoratrici
  • finanziamento alla creazione di lavoro autonomo, e copertura ristoro di 1 anno per chi apre PIVA e crea impresa.
  • Azione parlamentare inclusiva sulle scelte di orientamento strategico e di programmazione economica, azioni a tutela della fiducia dei cittadini nella loro rappresentanza democratica.
  • Sorveglianza con regole precise sulla trasmissione di contenuti di informazione dei media sulla pandemia, in merito a dati, opportunità e servizi.

Tutto questo di 6 mesi in 6 mesi almeno… non illudiamoci che i giorni cambino le cose. Ci vuole tempo… e chi ne ha non lo aspetti…

Cosa potremmo avere oggi, se fossimo coerenti con noi stessi…
  • un governo che sia capace di esprimere progetti sistemici e di carattere nazionale per tutto questo
  • un governo che attivi le risorse economiche disponibili valutando come al meglio alleggerire le forme di risarcimento del debito
  • un dialogo costante in Unione Europea e per le possibili scelte comuni
  • una programmazione delle azioni semestrale e non a tempo minimo, rivedibile
  • una progettazione che parli alla Nazione e alle Regioni consapevole delle specificità ma garante di un percorso comune
  • l’erogazione di un reddito per permettere alle famiglie di andare avanti con dignità, incentivando economicamente la creazione di lavoro autonomo e le assunzioni nei luoghi “caldi” del sistema lavoro pubblico
  • formazione e supporto al lavoro e alla salute psicologica
  • formazione continua degli insegnati in ottica di DAD, didattica sicura in presenza e riconoscimento dei bisogni di servizi esterni (psicologici, medici, di coaching)
  • Creazione di luoghi e momenti di fruizione culturale e, per le comunità credenti, di culti, attivi da subito in esterno e online per il tempi della pandemia invernale e primaverile.
  • Un piano di vaccinazione coerente con le prossimità fisiche e le emergenze sanitarie e mediche.
  • una programmazione economico-finanziaria che traguardi il lungo termine in ottica di virtuoso ridisegno economico-sociale.

In tutto questo, carissimi e carissime, in cosa vi pare che la proposta politica di Matteo Renzi e di Italia Viva non sia in coerenza? A mio parere solo sul tema della scuola Italia Viva potrebbe esprimere di più.

Per tutto il resto, e per le RAGIONI PRIMARIE DELLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E DEL SUO ESERCIZIO DI MAGGIORANZA e MINORANZA, credo che la voce di Renzi sia la migliore in campo oggi, e che ad essa si avvicinino le forze migliori della nostra politica, ostacolate solo da quella svendita al prezzo minore che parte del PD e il Movimento 5S, con l’aiuto del premier, da un anno a questa parte vanno facendo.

Forza, compagni del PD, forza, compagni della sinistra, forza amici di centro, siate coraggiosi, lasciate a casa gli Apparati e tornate a far politica nel nome dei Padri fondatori della Repubblica.

Non dobbiamo essere uguali, ma avere pari opportunità e sentimento del tempo…

(NG)