IDEE PER UNA NUOVA URBANIZZAZIONE

MUNICIPIO II

Prosegue la serie delle “idee per una nuova urbanizzazione” per Roma, relativo al Secondo Municipio. Si tenta di andare a fondo sul nuovo approccio necessario per la città completamente cambiata in questi ultimi anni e con l’epidemia in corso. Bisogna passare dalla quantità e dalla produzione di oggetti nella città, a volte purtroppo ancora necessari, alle nuove prestazioni che chiedono i cittadini e alle nuove infrastrutture che chiedono le attività economiche. IV rivendica il nuovo modo di risolvere gli immutati problemi di Roma, trovando l’esatto equilibrio tra bisogni civici, profitto imprenditoriale e sostenibilità ambientale. Il modo è far diventare Roma una città adattiva, plasmabile, aderente ai bisogni, in un certo senso una “città morbida” sempre mutevole e viva.

Le voci raccolte dai Municipi in sei mesi, fanno emergere istanze inaspettate e assolutamente non banali, che confermano come necessario e indicano esattamente un modo nuovo di affrontare i problemi. Viene di seguito presentata la voce del II Municipio e la politica di Italia Viva “per una città morbida”. Si raccomanda di commentare e di aggiungere punti di vista.

II MUNICIPIO – Aggiornamento 2020Nicoletta Benigni e Silvia Nigro

Nel Municipio II si concentrano molte ville storiche e beni archeologici. Tale patrimonio va valorizzato a fondo soprattutto ora nel dopo CV19. La sensibile riduzione di turismo straniero,associata a la necessità di nuova occupazione stabile, consente di pensare che si possano organizzare forme di turismo locale per i romani, e forme di uso più integrate nella vita quotidiana da parte degli abitanti.

La presenza di importanti direttrici urbane (Nomentana, XXI aprile, c. Trieste) alimenta l’esigenza di una netta distinzione tra la rete urbana e il reticolo locale, che deve consentire più usi per la mobilità dolce e una progettazione delle aree 30. Va messa la massima attenzione ai punti di connessione tra i due livelli di mobilità e la massima cura nell’attrezzare i punti di scambio.

Ne consegue la facilità di soddisfare meglio l’aspettativa verso isole pedonali come Flaminio, Olimpico, Coppedè.

Inoltre si segnala una drammatica assenza di manutenzione del verde, come ad esempio parco Nemorense.

Per quanto riguarda i progetti di livello urbano c’è attesa per interventi di rigenerazione a S. Lorenzo da lungo tempo oggetto di programmi di recupero.

Rimane indiscusso l’interesse per la conclusione e il buon esito della sistemazione della Stazione Tiburtina, importante attrezzatura di livello urbano e attestamento internazionale, da tempo incompleta e sede di diverse forme di degrado.

In tale contesto va finalmente affrontata la riqualificazione dell’ex Ittiogenico, interessante edificio e parco abbandonati e degradati.

(a cura di Vittoria Crisostomi)

Foto da:

Wikipedia – Corriere-Web-Roma – Proloco Roma