FORTE ANTENNE

FORTI E CASERME, GLI ADEGUAMENTI REALMENTE POSSIBILI

I forti del campo trincerato di Roma sono quindici, iniziati nell’Ottocento destinati alla sua difesa militare, hanno perso negli anni tale valore, sono spesso rimasti abbandonati o con uso poco redditizio, sprecati sia per il loro valore storico sia per il loro valore economico.

Prendiamo ad esempio uno di quelli su cui portare più attenzione per importanza e notorietà, forte Antenne. Situato in una splendida località a ridosso del parco di Villa Ada e sull’apice del monte omonimo alla confluenza tra Tevere e Aniene, si affaccia su di un suggestivo scenario che comprende la moschea di Roma, in prossimità del circolo del Tennis Parioli.

Visitandolo, con le sue numerose stanze aperte, adibite a difesa, consente di immaginarlo con un corollario di cannoni e con il fosso che lo circonda. 

Mantenendo la fisionomia esterna del forte, è sicuramente possibile riprogettare ex novo l’organizzazione degli spazi traguardando una diversa destinazione. L’occupazione abusiva durata anni nel Forte Antenne, certo non ha creato risorse né ha spinto l’Amministrazione a dare una svolta nell’uso del bene come tante delle cose in disuso di proprietà pubblica, inoltre il pur recente PRG non è riuscito a coglierne le tante opportunità credendo nelle sole nuove centralità che hanno creato nuovi spazi dormitori.

Il forte si presenta nascosto e interrato quasi non appare, ma potrebbe essere appetibile a soggetti economici, attraverso una procedura di evidenza pubblica, per un uso collegato ad attività di sviluppo della città. Inutile pensare alla solita Associazione che, seppure con grande spirito di benevolenza, poco porterebbe alla collettività sia in termini di risorse economiche che di vantaggi pratici per il cittadino. Abbiamo già visto come l’esperienza fallimentare dei punti verdi qualità abbia fatto capire che solo gruppi economicamente forti possono apportare un servizio di livello e riuscire a portare a termine lo scopo dell’iniziativa.

Il forte, immerso nel verde in una posizione unica di grande valore, potrebbe essere associato con un grande centro Resort-Hotel di livello internazionale con ristoranti stellati, e nel contempo offrire un itinerario per bici da cross, trekking e tante altre attività. Un enorme contesto naturale a due passi dal centro di Roma, con accesso dalla via Salaria che si collega direttamente a via Veneto e dall’altro lato la possibilità di usare come servizio l’aeroporto dell’Urbe, in uso a tanti vip e in grado di favorire un turismo di élite. Ma non basta: è facilmente raggiungibile, la parte sottostante con le aree della movida a ponte Milvio e della cultura come l’Auditorium del Parco della Musica. E ancora altre attrezzature culturali attorniano la zona come il MACRO di via Nizza, così come non ultimo il campo dell’Olimpico che, oltre ad offrire il calcio, offre il Gran Gala dell’atletica e tutte le più grandi Star internazionali della musica e dello spettacolo in genere.

Generalizzando due sono i fattori da tenere presente nel recupero di questi oggetti così fortemente connotati: la rigidezza alla trasformabilità fisica che potrebbe portare a scelte irrealizzabili, e la reale possibilità di valore aggiunto sia come profitto per gli operatori sia in termini utilità per la collettività.

I suoi tanti e diversi spazi integrati ed attrezzati, con le necessarie procedure, potrebbero dare ricchezza alla città e nel contempo offrire in cambio sia un importante canone che il mantenimento e il presidio attivo degli spazi verdi, oggi troppo spesso mal frequentati in orari serali e in generale da girovaghi.

Dobbiamo cogliere quanto già presente sul territorio e riuscire a valorizzarlo. Tutte le aree classificate “ex militari” di Roma, offrono opportunità che non possono essere delegate solo a iniziative dal basso, ma debbono avere un indirizzo politico e amministrativo volto alla valorizzazione e ad un nuovo modo di pensare gli spazi comuni.

(Claudio Maria Ricozzi)

*Foto in evidenza da Roma Today – Altre foto da Diario Romano e Roma H24