Carne tremula

8mm di visioni nel we

Carne trémula, Pedro Almodòvar – (1997)

Almodòvar è ormai un’istituzione nel firmamento cinematografico. Nel 1997 girò questa pellicola importante per diversi motivi. Per la prima volta, il regista spagnolo cercò di distaccarsi da alcuni cliché che avevano caratterizzato il suo cinema. Nel cast troviamo due futuri premi Oscar: Javier Bardem e Penelope Cruz (anche futuri sposi nel 2010).    

Madrid. Victor (Liberto Rabal), nato su un autobus da una prostituta, ha un fugace incontro con la tossicodipendente Heléna (Francesca Neri), figlia del console italiano. Quando cerca di rivederla, lei gli permette di entrare nel suo appartamento, credendo che sia il suo spacciatore. Ne segue un litigio e l’intervento di due poliziotti, Sancho e David (Javier Bardem). Nella colluttazione parte un colpo di pistola che ferisce David, costringendolo alla sedia a rotelle per tutta la vita. È ingiustamente condannato il giovane Victor, il quale, dopo sei anni di prigione medita vendetta.  David vive con Heléna, ormai donna e lontana dalla droga, ed è diventato un famoso giocatore di basket per disabili. 

Il film è liberamente tratto da un romanzo di Ruth Rendell . La scrittrice inglese è stata la “regina del crimine” per molti anni. Almodòvar riscrive la sceneggiatura distanziandosi notevolmente dal romanzo. La parte noir è molto attenuata a vantaggio dei vari intrecci “amorosi” tra i protagonisti. Una pellicola matura nella quale il regista si diverte a passare in rassegna vari generi. Dal registro drammatico alla commedia, dal noir al grottesco (è esplicitamente citato Bunuel). Domina il colore rosso, simbolo della passione. Ogni personaggio ne è travolto sino alle estreme conseguenze. La macchina da presa indugia sui corpi nudi senza malizia ma con una fine estetica che esalta eros e sentimenti. Nonostante i cambi di registro, gli attori recitano benissimo non cadendo mai nel ridicolo che in questo contesto era un facile pericolo in cui incorrere. La pellicola si apre e chiude, simbolicamente, con una nascita (una in autobus, l’altra in una macchina). Nel primo caso, sotto il regime franchista, le strade sono completamente deserte, nel secondo, la gente passeggia e le riempie. Il commento del protagonista pone l’accento sul particolare. Una nota politica particolare per Almodòvar, nonostante le sue idee siano ben note.    

La pellicola ha vinto due Nastri d’Argento (miglior attrice a Francesca Neri e migliore regia straniera) oltre a numerosi premi in patria e nei paesi sudamericani. Penelope Cruz appare, nel ruolo della madre di Victor, esclusivamente nei primi dieci minuti del film. Diverrà famosa pochi mesi dopo grazie all’interpretazione, come protagonista, in “Apri gli occhi” di Alejandro Amenábar

Come sempre, buon cinema a tutti!

(Marco Petrucci)