Mi vida es mia

SULLA VALIDITA’ DEGLI OPPOSTI

Spesso l’opposto, nel senso del contrario di una certa entità, esiste in natura più come una parvenza che come una realtà. Vero è che le cariche elettriche, con i loro  polo positivo e polo negativo, catodo e anodo, mostrano effettivamente l’esistenza degli opposti, ma se guardiamo altrove ci rendiamo conto solitamente che l’antitesi è solo nella nostra mente. Accendi una lampadina e nella stanza non c’è più il buio! In verità non c’era neanche prima perché il buio non è un’entità, lo è la luce. Riempi un bicchiere e non c’è più il vuoto! In verità non c’era neanche prima perché il vuoto non esiste, esiste l’acqua o l’aria che riempie il bicchiere. Cristo fa alzare Lazzaro e la morte non c’è più, ma non c’era neanche prima perché la morte non è un’entità ma ciò che esiste è la vita.

La vita non ha un opposto, come spesso crediamo, è un’entità che ci invade, ci permea come uno spirito magico e ci fa essere, eppure nessuno sa cosa sia. La scienza, quella che in fisica biologica ha scoperto quasi tutto, qui non ha fatto un passo. Nessuno sa come la natura consenta o abbia consentito di trasformare un nucleo di molecole organiche complesse in un nucleo di molecole organiche vive. Le teorie evoluzionistiche danno conto del modo in cui la natura è arrivata alle mirabili strutture viventi di cui noi stessi ne siamo esempio, ma sull’origine della vita non c’è una sola parola che illumini.

Se pensiamo che nessuno è riuscito a dimostrare che tra un corpo vivo e lo stesso corpo, subito dopo il decesso, vi sia una qualche differenza di peso, a parte il fallace tentativo di MacDougall che affibbiò all’anima i 21 grammi famosi, viene spontaneo pensare che la vita sia un qualche cosa di etereo, volatile, uno spirito insomma.

C’è chi azzarda ad implicare una qualche spiegazione coinvolgendo le più recenti ed enigmatiche teorie o leggi della fisica equiparando la meccanica della vita ad una funzione d’onda che risponderebbe alle leggi della meccanica quantistica, riferendosi al principio di indeterminazione di· ‎Heisenberg e alle previsioni dell’onda di probabilità.

Nessuno sa esattamente quando la vita lo abbandonerà, ma tutti sanno che può accadere in qualsiasi momento. L’unico modo per descrivere il fenomeno è rappresentarlo con una funzione probabilistica. Le particelle subatomiche (fotoni, elettroni) si propagano come onde elettromagnetiche e la loro posizione è valutabile solo in termini probabilistici; quando la funzione d’onda collassa allora è possibile identificare la particella: un corpuscolo infinitamente piccolo e sfuggente proprio come la vita.

Si potrebbe sostenere che anche questa è prevedibile con una funzione d’onda di probabilità che indica la percentuale di possibilità di esistere nel tempo; una funzione molto complessa che deve tener conto non solo della consunzione biologica, ma anche del contesto esterno che esplica i suoi effetti. In assenza di  effetti esterni la funzione avrebbe una configurazione quasi iperbolica (le estinzioni si affollerebbero verso la fine); in un contesto estremamente diverso (guerre, sciagure collettive, ecc…) potrebbe avere una configurazione parabolica (le estinzioni sarebbero distribuite). Questa curva somiglia molto alle speranze di vita che utilizzano le compagnie di assicurazione.

La teoria, accettata dalla stragrande maggioranza degli scienziati, ci dice che la funzione d’onda collassa quando la particella, che si propaga in tale forma, viene osservata e misurata, cioè di fronte ad un gesto di attenzione di un essere senziente. Sembra un paradosso che le leggi della fisica siano in qualche modo contaminate da un atto di volontà di qualcuno, ma così parrebbe.

Quale è l’essere senziente che può far collassare la funzione d’onda della nostra vita se non noi stessi? Esiste forse un’altra possibilità? No, solo noi possiamo guardare dentro la nostra anima e solo noi possiamo determinare l’evento.

Questo significherebbe che la vita ci abbandoni quando lo decidiamo noi e questo accadrebbe anche di fronte  all’inverosimile e varrebbe per tutti, nessuno escluso e a prescindere dall’età.

Bisognerebbe mettere in ballo le pisicoscienze per qualificare l’IO che soprassiede a tale determinazione e ci si potrebbe perdere in una moltitudine di ipotesi che declinano gli strati della nostra coscienza: io, super-io, io profondo, ecc…, ma sarebbe ininfluente sulla questione enunciata: “l’onda collassa perché qualcuno la osserva”.

Sembra una forzatura interpretare le chance dell’esistenza umana con un modello matematico, ma è pur vero che quando parliamo di meccanica e di elettrodinamica quantistica siamo in un campo tanto misterioso quanto la natura della vita. La scienza ha capito perfettamente come funzionano, sia le une che l’altra, ma nessuno ha capito il perché.

Si potrebbe affermare che le nostre vite, come quelle di tutti esseri viventi, hanno un destino segnato dalla struttura biologica dei loro corpi, macchine che si consumano inesorabilmente con il tempo, ma le vite degli esseri umani hanno anche un destino segnato dalla loro stessa volontà. Come si può escludere che decidano loro, consapevolmente o meno, quando restituire la loro esistenza? Lazzaro può decidere autonomamente di restituire a Cristo quanto ricevuto? E’ nelle sue prerogative?

Sembrerebbe che la risposta positiva non abbia alternative. Anche se diverse ed impreviste circostanze potrebbero apparire come la causa della propria estinzione, in verità ognuno pratica o mette in atto la propria eutanasia. Una parola questa che fa tremare i polsi, perché foriera di profonde implicazioni etiche, che introducono anche parossistici principi come il “titolo di proprietà” della vita stessa, perché fa traballare il vitale principio di sopravvivenza.

Eppure è un tema di cui bisognerebbe parlare senza che questo desti scandalo, con tutta la laicità possibile e con la necessaria attenzione e sensibilità umana verso quei casi connotati da circostanze che rendono la vita una sofferenza continua, che attengono a cammini esistenziali in estenuante salita, percorsi pieni di rovi dove la quotidianità è angoscia, sofferenza e degrado umiliante.

Se è vero, come sostengo, che questo minuscolo pulviscolo vitale collassa per nostra volontà e che, conseguentemente, è facoltà propria di ogni essere cosciente restituire la propria esistenza, non dovrebbe verificarsi un così profondo pregiudizio anche solo a parlarne soprattutto quando rinunciare a vivere diventa l’unico modo per evadere da una prigione di sofferenze.

Si dovrebbe comprendere che la persona che rinuncia ad essere, perché questo le è divenuto insopportabile, sta osservando la propria funzione d’onda e sta attendendo che essa collassi per restituire la sua scintilla di vita all’universo che la raccoglie, molto probabilmente, per farne buon uso.

Se non ora quando la nostra società civile incomincerà a prendere sul serio questo tema? Abbiamo di fronte l’esempio della Spagna, ultima dopo altri quattro Paesi europei, una società quella spagnola con profonde radici cattoliche ma che ha saputo superare il confine posto dalle circostanze, ha saputo separare l’etica di parte dalla ragione.

La legge — proposta dal Partito socialista al governo — è stata approvata il 18 u.s. con 202 sì, 141 no e due astensioni. Hanno votato a favore tutti i principali partiti, ad eccezione del Partito popolare e di Vox, la formazione di estrema destra. “Oggi siamo un paese più umano, più giusto e più libero”, ha commentato su Twitter il premier socialista Pedro Sánchez, che ha ringraziato “tutte le persone che hanno lottato instancabilmente” per far approvare la legge.

Se si può dare un merito alla nostra classe politica di orientamento cattolico è quello di aver saputo mantenere, più che altrove e forse più di altre fazioni segnate ideologicamente, il pensiero laico nelle circostante in cui la politica si è rivolta direttamente agli interessi di tutti i cittadini.

Per questo credo sia giunto il momento di fare un passo avanti nelle posizioni della graduatoria di civiltà del nostro vecchio continente, che deve ancora oggi, proprio perché vecchio, essere di esempio là dove riesce meglio, muoversi speditamente verso nuovi conquiste di civiltà.

(MV)

Foto da Yahoo Finanza, Corriere, e per quella in evidenza, da Nurse Times