The Wicker Man

8mm

Per questa settima ho deciso di indossare i panni di “archeologo” del cinema. Il film che vi propongo è una vera “chicca”, The Wicker Man (1973) di Robin Hardy, un cult ricco di storia.

Si tratta di una pellicola tra il thriller e l’horror, comunque priva d’immagini violente o sanguinarie. Prevale l’atmosfera costruita sugli antichi culti pagani celtici.   

Il sergente Neil Howie (Edward Woodward), ortodosso cristiano episcopale, riceve una lettera anonima che richiede la sua presenza a Summerisle, una piccola isola appartenente al gruppo delle Ebridi, famosa per la sua frutta abbondante. La lettera denuncia la scomparsa di una bambina di nome Rowan Morrison, ormai introvabile da mesi. Giunto sull’isola, è accolto con freddezza e reticenze. Gli abitanti venerano le antiche divinità celtiche dei loro antenati, sotto la guida di Lord Summerisle (Christopher Lee).  

Tratto dal romanzo “Ritual” di David Pinner. E’ uno dei migliori thriller britannici di sempre: lo scontro tra il paganesimo celtico e la chiesa cattolica. E’ denso di un’atmosfera particolare, dall’inizio alla fine. Alcune scene sono memorabili e “strane” (nel senso di stranianti).  Hanno in parte influenzato persino il cinema di Lynch. Una colonna sonora folk sottolinea le scene più visionarie: mentre ai bambini viene insegnato il simbolismo fallico dell’Albero di maggio, i riti orgiastici sotto la luna. Nessuna paura! Oggi sarebbero trasmesse anche in fascia protetta.

Lo sceneggiatore Shaffer voleva che il film fosse “un po’ più ricercato”. L’idea centrale fu definita quando gli venne in mente “il concetto astratto del sacrificio”. L’immagine dell’uomo di vimini fu ispirata da un passaggio de “Commentarii de bello Gallico”, dove Giulio Cesare descrisse come i Galli giustiziavano i criminali bruciandoli vivi in enormi statue fatte di rami intrecciati. Una delle fonti d’informazione principale fu “Il ramo d’oro”, libro sulla mitologia e la religione scritta dall’antropologo scozzese James Frazer. I dialoghi tra il “padrone” dell’isole e l’ispettore sono da antologia.

Tante le curiosità. Ottenne un successo postumo, diventando un film di culto tra gli appassionati. Inizialmente, tra censura e boicottaggi vari, diverse parti del film andarono perdute. Non dimentichiamo che la chiesa cattolica all’epoca aveva molta “influenza” sulla censura. Per la lunga storia del recupero e restauro, molto complessa, vi rimando al web. Passiamo al cast. Christopher Lee è stato una vera icona del cinema, fino a essere insignito nel 2009 del titolo di Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Pochi sanno che la mamma era italiana, Estelle Marie Carandini dei marchesi di Sarzano. Terminò gratuitamente di girare questo film, nonostante i fondi a disposizione fossero terminati, tanto si era appassionato al personaggio. Edward Woodward è stato un famosissimo interprete di serie tv inglesi e americane (dal 1959 al 2009). Britt Ekland è un’attrice svedese di rara bellezza. Per citare alcune sue pellicole: “Gli intoccabili”, “Nell’anno del signore”, “007- L’uomo dalla pistola d’oro”, “Il prigioniero di Zenda”. I cinefili sapranno che è stata la moglie di Peter Sellers (interpretata da Charlize Theron nel film biografico sul grande attore). Lindsay Kemp è stato un famosissimo coreografo, attore, ballerino, mimo e regista.    

Purtroppo il film non è mai stato distribuito in Italia. Le uniche copie visibili sono in lingua originale con i sottotitoli. Gli appassionati noteranno che molte scene sono state “replicate” in decine di altri film. Il gruppo rock degli Iron Maiden ha dedicato un brano alla pellicola mantenendo il titolo originale. Per chi ama il cinema “sperimentale” e fuori dagli schemi, si tratta di un titolo imperdibile.   

Come sempre, buon cinema a tutti!

(Marco Petrucci)