LA MISSIONE

Spesso quello che scrivono i lettori ai loro quotidiani risulta più interessante di quello che scrivono i quotidiani ai loro lettori. Un esempio è questa lettera di qualche giorno fa del Sig. Del Dubbio, apparsa in una delle tante rubriche intitolate “Lettere al Direttore”. Appassionata e quasi commovente la lettera. Cinica ma efficace la risposta.

<<Al direttore – Non nascondo le mie simpatie per un partito, oggi ostracizzato, del quale ho sempre apprezzato una leadership forte, innovativa e riformista non a parole ma nei fatti. Ho vissuto con grande entusiasmo tutte le fasi della parabola ascendente  e anche no della grande squadra riformista, prima nel PD e poi in Italia Viva. Anche l’uscita dal Partito democratico mi sembrò allora una scelta felice, un atto di chiarezza e un tentativo di spingere verso un deciso cambiamento della politica e delle istituzioni adeguato al contesto nazionale e a quello della nuova Europa che stava emergendo con l’elezione di Macron e con la insorgente visione solidaristica di alcuni paesi fondatori ed in particolare della Germania di Merkel. Ho seguito un politico geniale e pragmatico come Matteo Renzi e credo che sia ancora una grande risorsa per il nostro Paese, purtroppo ostracizzata per la piccolezza dei suoi avversari politici, ma soprattutto dei suoi rivali di prossimità. Tuttavia non mi posso nascondere come Italia Viva non riesca a decollare. Nonostante la manovra perfetta per arrivare al Governo Draghi, è sempre lì ferma nei sondaggi al 2-3 per cento. Il “grande centro” non schioda, con Calenda che sembra più che mai incattivito con Renzi e +Europa che ha un’anima solitaria per vocazione. L’arrivo di Letta al Nazzareno non ha migliorato i rapporti con il PD, anzi sembra che con il passare del tempo questi manifesti viepiù il suo vecchio risentimento del passaggio della campanella. Poi ci sono i parlamentari che mollano o minacciano di farlo per tornare alla casa madre e una certa sensazione di smarrimento che aleggia tra le file degli eletti. Se ci aggiungiamo tutte le polemiche insorte per i viaggi da conferenziere di Renzi e l’ultima “chicca”, come una granata antiuomo, il disegno di legge presentato in Senato dal M5S, ma suggerito da Letta, per vietare ai parlamentari conferenze all’estero remunerate, si comprende quanti dubbi si possano avere, anche tra i più affezionati come il sottoscritto, sulla possibilità di uscire dall’accerchiamento ed evitare l’implosione del partito. Lei Direttore, che ha più elementi e pratica di valutazione di noi semplici lettori, sicuramente si sarà fatta un’idea del destino del mio partito.

Con grande stima,  M. Del Dubbio >>

<< Gentile lettore, guardi, sto tirando fuori dal cassetto la sfera di cristallo – la mia è difficile che sbagli – ma vedo che sul futuro di Italia Viva si rifiuta di rispondere.
A parte gli scherzi, le dico quello che penso più che da giornalista o politologo da pseudo sceneggiatore cinematografico. Immagini un grosso e pesante bus carico di passeggeri, con alla guida … (è inutile che Le dica chi), che procede a velocità sostenuta con manovre apparentemente spericolate ma sempre abili ed efficaci. Chi vede transitare il veicolo, però, nota principalmente l’autista e le sue abilità, dei molti altri a bordo, se pure talentuosi, potrebbe sfuggire una precisa cognizione e per giunta le manovre appaiono spesso, agli sprovveduti osservatori, come temibili azzardi. Risulta difficile ai più decidere di salire a bordo. Quel bus, anche se dovesse, durante il percorso, perdere qualche insicuro passeggero, conserverebbe comunque una straordinaria forza di impatto e tale sarà in ogni momento cruciale della scena politica nazionale. Con la sua impetuosa corsa arriverà puntuale alla prossima elezione del Capo dello Stato e allora forse Italia Viva potrà dire conclusa la sua eroica missione e, chissà, forse pronta ad iniziarne un’altra. >>

(MV)