COHERENCE – OLTRE LO SPAZIO TEMPO

A CENA CON IL GATTO DI SCHRÖDINGER

Quattro giovani coppie che si frequentano da anni e ogni tanto si ritrovano per una serata insieme, sono sedute a tavola chiacchierando del più e del meno.

Qualcuno accenna alla notizia del passaggio, molto vicino alla Terra, proprio quella sera, di una cometa, la cometa di Miller. Il corpo celeste molto massiccio transita così vicino che i nostri personaggi possono osservarla in tutto il suo splendore ad occhio nudo. Qualcuno pensa alle turbolenze gravitazionali che si potrebbero verificare, ma nessuno ne è preoccupato, finché non  accadono fatti alquanto strani: i telefoni vanno fuori uso, la rete internet non funziona, si acuiscono dissapori e contrasti, infine un improvviso black-out lascia nell’oscurità più completa l’intera zona.

Gli ospiti della cena vanno nel panico e la paura salirà alle stelle quando, usciti di casa, faranno una scoperta inquietante. Un’abitazione a qualche isolato di distanza, sorprendentemente illuminata, attira l’attenzione di Hugh che decide di avvicinarsi nella speranza di trovare un telefono funzionante. Sbirciando dalle finestre vede all’interno delle persone che stanno facendo la loro stessa cena. Torna indietro sconvolto perché da quelle finestre, ha visto se stesso e i suoi compagni seduti a tavola.

Fuori di casa gli amici sono destinati ad incrociare altre versioni di loro stessi e presto si rendono conto che sono parte di un paradossale fenomeno quantistico generato dal transito della cometa,  un gigantesco effetto di decoerenza quantistica (un paradosso noto come Il gatto di Schrödinger), per cui un corpo può trovarsi simultaneamente in stati diversi o, come nel caso, in luoghi diversi. Universi paralleli, dove ognuno degli universi, contiene un diverso stato dell’identica casa e degli identici abitanti.

Chiunque esca si imbatte in un’amorfa zona “grigia” dello spaziotempo, dove le realtà parallele si fondono e si intersecano tra di loro, e tornando indietro potrebbe “perdersi” nella zona grigia e ritrovarsi solo apparentemente a casa, mentre in verità è finito in un’altro ben diverso luogo di un mondo parallelo.

E’ ciò che accade ad Emily che “si perde nella zona grigia” e torna a casa, ma nell’abitazione (sbagliata) di un altro universo nella quale, gli otto amici non si sono mai alzati da tavola e sembra stiano vivendo felicemente la serata,  inconsapevoli della cometa e degli effetti del suo passaggio.

Emily è da tempo una donna frustrata e delusa, stanca della sua esistenza e del momento di particolare sofferenza affettiva che sta vivendo. Quando si rende conto di essere nel posto sbagliato non si spaventa, anzi intravede nella nuova e imprevista realtà l’opportunità di cambiare del tutto la sua esistenza in un contesto che sembra decisamente a lei più favorevole.

Attende nascosta che la sua alter-ego si allontani e quando la vende entrare nel bagno, si introduce subdolamente nel gruppo invogliando gli altri ad uscire e, appena può, aggredisce la versione alternativa di se stessa celandone il corpo, con lo scopo di prendere definitivamente il suo posto.  

Emily è riuscita nel suo brutale furto di identità e quando si risveglia il mattino dopo, sa di trovarsi in un altro mondo dove  tutti sono affettuosi con lei perché ignorano chi sia veramente e non conoscono gli accadimenti della sera prima. Una telefonata nell’ultima scena rimetterà in pista l’altra versione di lei, la Emily aggredita ma ancora viva.

Dopo il passaggio della cometa ci saranno due Emily identiche di cui una proveniente da un universo sconosciuto nel quale quella Emily mancherà. Un disequilibrio minimo nell’immensità dei sistemi coinvolti, ma nella matematica dei sistemi dinamici complessi gli effetti evolvono in forma esponenziale e questo disequilibrio alla lunga (secoli? ere? milioni di anni?) potrebbe avere conseguenze catastrofiche. 

“COHERENCE – OLTRE LO SPAZIO TEMPO”, film del 2013 di James Ward Byrkit, conosciuto semplicemente con il titolo “Coherence”, è un thriller fantascientifico che sfrutta le teorie del multiverso e della decoerenza quantistica. Come molti film indipendenti, la pellicola ha un carattere prettamente home-made, ma regala un effetto alquanto straordinario e riflessioni inquietanti sulla natura della realtà vissuta e la fluida oscurità  in cui fluttua l’animo umano. Emily non ha esitato nel tentativo di uccidere perfino “ una se stessa” pur di raggiungere il suo scopo. Come può una tranquilla cena fra amici, in una serata come tante, trasformarsi in un incubo orrifico fatto di paranoia, assurdità e crudeltà omicida? 

Pura fantascienza proposta in un film? Decoerenza quantistica a parte, quanti non hanno desiderato almeno una vola sostituirsi ad un’altra persona e vivere la sua vita? Realizzare l’insano desiderio di prendere il posto di qualcuno ritenuto migliore? E forse tanti lo hanno fatto veramente, come Emily, rubando l’altrui identità.  Non si contano poi  quelli che rubano il pensiero creativo e le idee e se le intestano come fossero le proprie. E’ allora che nasce il desiderio criminale di eliminare la fonte originaria.

La pirateria delle idee non solo è ingiusta perché attribuisce merito a chi non ne ha, ma anche perché, può generare mostri là dove si vuole occultare “il corpo” del vero autore. Questo accade in un modo spesso incomprensibile a chi non coglie che volutamente un’idea viene criticata, pur se giusta, solo perché non ne risulta gradita la fonte; la Emily di turno se ne è intestata la maternità.

Pensare che sia tutta fantascienza la storia del film è fuorviante. C’è un’aspirazione, più o meno generalizzata nel nostro contesto sociale e politico, a sostituirsi a forza, direi quasi fisicamente, a chi è riuscito e riesce a creare opportunità e progetti per un Paese istituzionalmente arretrato ed economicamente in difficoltà.

Strani personaggi non fanno altro che elargire a piene mani disapprovazione ed istillare antipatia, compagni e amici quasi disposti ad uccidere “un se stesso” geniale, salvo poi vantarsi o giovarsi delle sue idee e delle sue azioni. Anche questo è un disequilibrio che prima o poi sconteremo, perché non si può sostituire un cavallo di razza con un ronzino a cui hanno solo cambiato i finimenti.

Non riconoscere merito a chi ne ha, non giova a nessuno tanto meno ad una comunità palesemente raggirata e disorientata anche da una deviante e malevola informazione.

(MV)