BLACK SABBATH – 1970

Iommi, Ward, Butler, Osbourne

Un brano storico e rivoluzionario.
Personalmente, per questioni anagrafiche, acquistai il vinile all’inizio degli anni ottanta. Sarebbe bello poter credere che mettiate il disco sul piatto e aspettiate che la puntina si adagi sul primo solco. E’ un’illusione.

Chiaramente avrete scaricato il brano dalla rete! Posso assicurarvi che il gusto e l’emozione non saranno gli stessi. Queste sono le distorsioni del progresso che tanto aggiunge e tanto toglie. Pioggia battente tuoni e campane in lontananza. Poi un’improvvisa chitarra distorta e infine la voce unica di Ozzy Osbourne che racconta le inquietanti visioni notturne di un viaggiatore sperduto nella campagna inglese

Il segreto è lasciarsi trasportare attraverso sei minuti di follia. All’epoca rappresentò un punto di svolta nell’ambito del rock. Il gruppo pubblicò cinque album stupendi e rivoluzionari (dal punto di vista musicale!) in pochi anni poi iniziarono i problemi … ma questa è un’altra storia.

Val la pena soffermarsi sulla copertina stupenda. Si tratta dell’elaborazione di una foto che ritrae il mulino ad acqua Mapledurham Watermill situato sul Tamigi nella contea di Oxfordshire. Vi è stata aggiunta un’inquietante figura di donna vestita di nero.

L’autore della storica foto è Marcus Keef. Se avete voglia e tempo, consiglio una visione delle sue tante opere fotografiche. C’è anche un pochino d’Italia nella storia di questo storico gruppo. Il nome fu preso dal titolo inglese de “I tre volti della paura”, un film di Mario Bava tratto da racconti di Cechov e Tolstoj, di cui era appassionato il chitarrista Tony Iommi. Gli intrecci tra le varie arti potrebbero continuare ed è proprio in questo il fascino di lasciarsi trasportare da un filo invisibile. In questo caso, le possibilità legate al web sono infinite. 

Iniziate il viaggio … e buona musica. 

(Marco Petrucci)