Che cosa sono le nuvole

Domenico Modugno . Che cosa sono le nuvole – 1967 (P.P.Pasolini/D.Modugno)

Che cosa accade quando un immenso poeta incontra un grande cantautore? Nasce un capolavoro.

E’ il caso di questo brano, uno dei punti più alti della nostra musica.

Il testo è di Pier Paolo Pasolini e la musica di Domenico Modugno. Inserito nel finale dell’episodio omonimo all’interno del film “Capriccio all’italiana”, è un testo profondo e difficile, di struggente bellezza.

Tutti conoscono i due autori e quindi, anche per problemi di spazio, sarebbe inutile ricordare l’immensa eredità culturale che ci hanno lasciato. Preferisco invitarvi a una lettura attenta di parole che hanno precisi riferimenti filosofici.

Ha scritto Daniele Gallo (docente universitario, giornalista e saggista) “[è] una canzone in cui si evidenzia un modello di comportamento per l’uomo alla ricerca del senso della sacralità della sua esistenza”.

La ricerca del vero significato della vita. Il mettere, nella propria esistenza, le priorità al posto giusto. Comprendere che quando nella sfortuna qualcosa c’è tolto si deve trovare la pazienza di attendere. “Il folle amore lo soffia il cielo” è metafora dell’anima. Vento e anima, due unità astratte di cui avvertiamo la presenza, ma non vediamo fisicamente. “Il derubato che sorride ruba qualcosa al ladro ma il derubato che piange ruba qualcosa a se stesso”. Versi sublimi, direttamente ispirati a Shakespeare che nel suo Otello scriveva: “Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso”. Modugno interpretò il brano in modo perfetto, strappando, ai cuori sensibili, veri brividi. 

Fu pubblicato sia su 45 giri, sia inserito nell’album “Modugno”. Tornerò presto a parlare del cantautore pugliese, su questa rubrica, per un’altra canzone particolare e ricca di storia, “Malarazza”. 

Tornando a “Che cosa sono le nuvole”, nel 1992 gli Avion Travel pubblicarono una loro versione, a mio parere, priva del fascino dell’originale. 

Ultima notazione. Il film in cui è presente il brano è stato l’ultimo di Totò che morì poco dopo il termine delle riprese. Voglio chiudere ricordando le sue ultime battute da attore, rivolte alle nuvole. “Straziante, meravigliosa bellezza del creato”. 

(Marco Petrucci)

Fonti:

www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it
Wikipedia