Blues degli orti metropolitani – 1989

SkiantosBlues degli orti metropolitani – 1989 (R. Antoni)

Gli Skiantos hanno rappresentato un fenomeno unico e irripetibile all’interno della musica italiana. Il loro sound è stato identificato come “rock demenziale” ma, in realtà, la loro arma è stata sempre un’ironia feroce e senza padroni. In attività dal 1977, sono stati oggetto di un “culto” sotterraneo da parte di grandi musicisti e di una ristretta schiera di fedeli fan. Non hanno mai conosciuto il grandissimo successo commerciale, soprattutto a causa dei loro testi duri e diretti. Ho scelto questo brano perché ben rappresenta la loro vena ironica, nel caso specifico, diretta verso chi giudica superficialmente le famiglie in difficoltà costrette a vivere in “baracche”. La prima volta fu pubblicata nell’album “Troppo rischio per un uomo solo”. Negli anni è stata proposta, con nuovi arrangiamenti, in diverse raccolte. Roberto Antoni (“Freak” per il pubblico) è stato il leader indiscusso del gruppo fino al 2012. Gravemente malato ci ha lasciato nel 2014. Il resto della band, capitanata dal grande chitarrista Dandy Bestia, continua a esibirsi in tutta Italia, senza produrre nuovi brani. Con gli Skiantos hanno collaborato Vasco Rossi, Manlio Sgalambro, Angelo Branduardi, gli Area, Lucio Dalla, Shel Shapiro, Claudio Lolli, Gang, Luca Carboni, Jimmy Villotti e tanti altri. 

E’ difficile comprendere le loro provocazioni se non si possiede una certa apertura mentale. “Karabigniere blues” e “Sandro” (dedicata a Pertini) procurarono al gruppo non pochi problemi. “Invasione di campo”, scritta con Sgalambro, sul mondo del calcio è un piccolo capolavoro. Alcuni titoli chiariscono meglio l’approccio da “scontro frontale”. “Mi piaccion le sbarbine”, “Angolo B” (dedicata a Bologna in modo critico), “Merda d’artista”, “Io dentro” (da un testo di Seneca), “Kakkole, “Senza libretto di istruzioni” (Dio ci deve delle spiegazioni), “Calpesta il paralitico” (scritta con un loro amico disabile), “Meglio un figlio ladro che un figlio frocio”, “Perché la notte m’inviti a casa tua e poi mi fai dormire sul sofà”. Ho avuto la fortuna di poterli vedere due volte in concerto. Una sorpresa continua. Vi consiglio, se già non li conoscete, di ascoltare con attenzione i loro brani. Manca, in questo momento, il coraggio di affrontare temi difficili con la giusta “cattiveria” senza il timore di essere emarginati. E’ più importante raggiungere la notorietà e il successo. Un esempio della lungimiranza degli Skiantos è proprio un loro brano … “Sono buono”!

(Marco Petrucci)