Roma non fa’ la stupida

il sogno non sognato degli angeli

Abbiamo partecipato ieri, come parte della Redazione e come iscritti e sostenitori nella comunità di Italia Viva, alla serata di incontro della nostra comunità con il Candidato Sindaco Carlo Calenda, di cui il partito sostiene attivamente la candidatura.

Provo a riassumere le mie personali impressioni, al termine di questi mesi di campagne, candidati e programmi al limite della campagna vera e propria che ciascuno farà a settembre in vista del voto di inizio ottobre.

Bisogna sempre guardare, io credo, in politica, con onestà e senza pregiudizio, le cose. Anche oltre il confine dei sentimenti personali. E’ per questo che ieri sera mi chiedevo, con sincerità, se l’incontro del candidato con noi tutt@, fosse stato foriero di pensieri nuovi, almeno per me.

Direi che a conti fatti lo è stato, soprattutto alla luce di un distinguo fra le ipotesi meraviglia e il realismo che solo consente una visione proficua, quando si parte da un disastro come quello in corso non solo a Roma, ma anche nei vissuti delle comunità metropolitane di ogni dove. Con l’aggravante, a Roma, di un deficit di competenze gestionali in Campidoglio che definirei drammatico.

Carlo Calenda, ieri, ha motivato con molta efficacia, come del resto hanno fatto Marietta Tidei e Luciano Nobili, la comunità di IV a sentire imprescindibile una battaglia che tolga all’incompetenza della gestione 5S la città. E, così, Carlo Calenda ha proposto un approccio “industriale” alla città, nell’ottica del renderla funzionale ai bisogni e restituita a una qualità della vita dei cittadini.

Si deve riconoscere a Carlo Calenda un impegno personale forte fra la gente, in mezzo a chi lavora e produce. E un’attenzione ai disservizi, agli sprechi, alle inefficienze sistemiche e locali. Un esserci a pieno, e con energia.

Se si confrontano le parole dei candidati, quello che nel Programma Calenda viene restituito è la proposta di una politica competente e di riassetto, della quale di certo la città sente il bisogno. Come d’altro canto è vero che le parole forse più ampie del candidato Gualtieri, pur accogliendo elementi di visione imprescindibili, non declinano soluzioni operative che le sostanzino. Lo diceva ieri Carlo Calenda, ed è vero.

Sul piano delle riflessioni pre-ferie potrei dire che la mia esce, dalla serata di ieri, ridefinita intorno all’opportunità di votare il candidato Calenda, mantenendo aspettative e desiderata nei limiti del miglior modello possibile per ripartire, che nessuno dei candidati a centro e a sinistra travalica nella direzione della visione profondamente innovativa dell’idea di città.

Sentivo citare Italo Calvino, ieri, con le Città invisibili. Se dovessi restare su Calvino, io sogno un Sindaco o una Sindaca capaci di scrivere “Se una notte di inverno un viaggiatore”, con l’ipotesi di un primo capitolo capace di variazione e sviluppo, e sogno.

E questo, il sogno, quello che manca ai nostri candidati per queste prossime amministrative, è questo che non si avverte vibrare. Ma, a conti fatti, forse è il tempo nostro che non è capace di esprimere sogni ma solo “perturbanti”, e quindi ci potremmo attestare sulla necessità del miglior progetto di ripristino, piuttosto che su una visione non determinata da progetti ed atti precisi, come potrebbe essere quella del candidato Roberto Gualtieri. Le cose non vanno solo nominate, ha ragione in questo Carlo Calenda, devono essere progettate e dimostrate possibili.

Eppure, nonostante questo, mantengo le mie riserve su quanto proposto per il nostro municipio, l’VIII. C’è davvero, qui, molto da aggiungere e da far vivere, in un municipio con una storia ricchissima di creatività e passione civile e sociale. Qui si sarebbe dovuto e potuto lavorare a una alleanza larga, a una costruzione aperta e non verticale. E penso, soggettivamente, che valga la pena sostenere quelle componenti individuali, o quelle alleanze politiche, che possono andare in questa direzione. Quando non si dialoga, c’è sempre un danno. E non ci si può neanche lamentare di questo.

Il 1 agosto, io come #LottangoloBlog, vado in ferie. E’ stata utile una ricognizione mentale resa possibile dall’incontro di ieri. Mi fermo alle considerazioni legate al contesto delle amministrative, perché invece di tutt’altra natura sono i pensieri sollecitati sul fronte politico nazionale. In merito al futuro del riformismo in Italia, penso che sia ancora tutto da pensare, e che Matteo Renzi abbia in questo moltissimo da dire. Avrei apprezzato meno considerazioni evolutive, soprattutto in assenza del leader del Partito ospite, ieri sera, a Roma. Ma questa è un’altra storia.

Non so ancora cosa scopriremo a Settembre, quando le campagne si faranno più fitte. Speriamo siano tutte concrete, dirette e non pregiudiziali. E speriamo che Carlo Calenda e Roberto Gualtieri siano comunque in ballottaggio contro le destre, e poi vincenti, in questa nostra città già troppo martoriata.

Buona estate e a risentirci a Settembre

(Nerina Garofalo)