SULLE TRACCE DI CIRCE

“E su l’isola sorgemmo dove Circe, diva terribile, dal crespo crine e dal dolce canto, avea soggiorno.”

Così Omero narra nel libro X dell’Odissea l’approdo di Ulisse e dei suoi compagni sull’isola Eea, dimora della maga Circe. 

Molti studiosi hanno identificato l’isola, perché tale sembrava e sembra venendo dal mare, con il promontorio del Circeo, altri hanno collocato altrove la dimora della seducente dea, ma il mistero ed il fascino incantatore di questo luogo, premiato in modo straordinario dalla natura, che ha voluto generosamente concentrare in questo piccolo spazio tante meraviglie, resta. 

Il mare, popolato tanti anni fa dalle stelle marine, un mare che regalava reperti archeologici, i sentieri del promontorio, la fonte di Lucullo, dalle acque curative, immersa in un boschetto di querce che conduce, attraverso un viottolo di terra rossa, al lago con la villa romana (luogo che ha perso ormai tutto il suo fascino) il Faro, Punta Rossa con profumati elicrisi e palmette nane,  le sei torri costiere che furono erette per difendere il territorio dai saraceni, le grotte lungo la costa del promontorio, la Grotta Guattari dove venne rinvenuto il cranio di un Neanderthal e gli importanti recenti ritrovamenti, e ancora altre meraviglie tutte da scoprire. Quel fascino, quell’incanto fa sempre più fatica ad emergere e sfugge e si cela a turisti distratti, alacri impiegati dell’abbronzatura, ai gruppi di ragazzi e ragazze urlanti che la sera, fino a tarda notte prendono d’assalto locali e pub del paese vecchio, restaurato di recente, con l’inserimento di elementi, graziosi che tuttavia appaiono estranei. Un paese assediato dalle macchine, perché da anni non si “riesce” a risolvere il problema dei parcheggi e l’abusivismo edilizio costantemente in agguato. San Felice Circeo è stato ed è un luogo straordinario, la cui magia sopravvive con fatica alla disattenzione di qualche amministrazione e ad un turismo spesso poco attento e rispettoso. 

Questo è un luogo che incantava ed incanta, e strugge di nostalgia e fa sentire come un amante tradito chi lo ricorda selvaggio, ricco di vigneti, fichi d’india e sugheri, un mare trasparente con i totani che si spiaggiavano nelle giornate calde, le telline che si prendevano con le mani, bastava affondarle un po’ nella sabbia e le piccole stelle marine che ti venivano incontro nell’acqua cristallina, il profumo della macchia mediterranea e del mare che si sentiva appena imboccata la discesa dopo la “Croce”, il profumo del latte che arrivava dal bar-latteria, che aveva una porta sotto l’arco d’ingresso, uscendo dal “Ponte”, la sera,  insieme ad un venticello fresco, piacevole e poi, guardando in alto, un cielo scurissimo fitto fitto di stelle da togliere il fiato e più avanti, sulla quasi buia “via Nova” le lucciole indicavano la strada. L’acqua freschissima della fontana del Convento, come un premio nelle calde giornate estive, che i bambini per arrivarci dovevano farsi prendere in braccio, il Convento dei Templari con il lungo passetto scoperto, tutt’oggi visibile, sul quale affacciavano le celle dei frati e la Torre con l’orologio, tanto, tanto tempo fa l’unico nel paese a cui poter fare riferimento a scandire le attività della giornata.

Forse la maga si nasconde ancora lungo la strada del bosco, quella che porta al Faro, che da sempre reca una leggenda e da bambini un po’ incuriosiva ed un po’ spaventava, forse corre dispettosa tra le querce del “Peretto” luogo magico e ricco di mistero, forse si aggira per i vicoli del centro storico, quando i gruppi sguaiati ed urlanti lo abbandonano, lasciandosi dietro, incuranti, bottiglie e bicchieri. Circe forse, guarda il mare dalla “Ringhiera”, finalmente deserta, invasa dai tavolini di un bar, sperando in un nuovo Ulisse, va a bere alla Fontana del Convento, anche se l’acqua ha cambiato sapore, danzando sopra gli ombrelloni e le sedie di un ristorante, ma a quell’ora è lei padrona incontrastata ed assoluta di questi luoghi, riconsegnandoli per qualche ora alla magia e all’incanto. Luoghi che dovremmo tornare ad amare davvero e meritare.

Agosto 2021

(mcp)