La capacità di indirizzo è la vera politica di oggi

Ho letto stamane la mail che arriva da Azione ai suoi sostenitori, è sempre interessante leggere quello che non si condivide. In particolare mentre da semplice iscritta a Italia Viva, aspetto fiduciosa di ascoltare quello che l’Assemblea Nazionale prevista per il 26 ci farà comprendere degli indirizzi che Matteo Renzi e i nostri parlamentari esprimeranno nei mesi a venire, in questo momento così critico per la politica e per il paese.

Mentre Calenda favoleggia di un partito territoriale e cerca di ingraziarsi la qualunque fra destra a sinistra (baciamano alla Raggi, sostegno scandaloso alla sua nomina a Roma per Expo, e via andare), credo che Italia Viva, che pure ha un radicamento anche locale, possa accingersi a perfezionare la vera forza che lo contraddistingue, quella di essere un partito di indirizzo politico forte e chiaro, un bacino di salvaguardia della buona politica, della legalità costituzionale e sociale, della presenza europea non demagogica, della riflessione economica aperta e realista. Sempre nel rispetto del dettato democratico e dei valori civili della nostra Repubblica, nella sua carta fondativa.

Appunto sul mio Taccuino, di amante senza fissa dimora, che non occorre avere proseliti acritici, né dirigenti locali spettacolari, per far questo, e che quindi le dinamiche di potere locale possono (e a mio parere dovrebbero, in questa fase) essere estranei al partito che Matteo Renzi rappresenta e di cui è il portatore di visione e passione, e capacità personale di equilibrio e tenuta, raramente (a esser buoni) espressi in Italia nella politica recente.

Che si sia d’accordo o meno con quello che Matteo Renzi propone, occorre dare atto a lui, e ai suoi parlamentari, di una operazione di salvaguardia della democrazia unica nel suo genere.

Per paradosso, con le critiche di chi combatte Salvini e le destre, ma poi rimane nel principale partito di sinistra (il PD) mentre questo si accorda con elementi politicamente assai inquietanti come la stessa ex Sindaca, che passeggiava per San Lorenzo chiedendo a Salvini più poliziotti in giro per Roma.

Ma la delusione più grande, in questo, non viene da Calenda (da cui la coerenza e il rispetto delle alleanze non si aspetta da tempo), ma da quel Roberto Gualtieri che dà uno schiaffo a Roma tutta incaricando la Raggi per Expo.

Il compito che spero Italia Viva si proponga di svolgere è quello della sorveglianza istituzionale, della visione “visionaria”, del passo del Cavallo se serve, della inseminazione culturale, della creazione dell’area del dubbio nel mondo delle fake, della tutela dei piccoli (nelle carceri, nei tribunali, nell’accesso al lavoro, alla formazione, alla capacità di indipendenza economica, del ridisegno delle politiche di sostenibilità, eticità e valore economico del lavoro).

E’ troppo facile parlare di opportunità per le donne e di ritorno al lavoro per esse, ma non accettare il compito di “pensare” davvero lavoro, innovazione, politiche di gestione dei dati, forme e processi di lavoro, metriche della contrattazione sindacale in modo nuovo.

Ecco, questo chiedo io a #MatteoRenzi, da iscritta, da libera pensatrice non militante. Da sostenitrice della persona, in cui ripongo fiducia piena, e dei parlamentari che con lui lavorano ogni giorno. Così come, fiducia piena ripongo in quel meraviglioso strumento di democrazia e politica di base che sono e sono stati i Comitati di Italia Viva, tavoli aperti non settari, svincolati dalle corse alle poltroncine, e attenti invece al dialogo sociale, allo scambio onesto di pensieri sul presente, sul futuro, e sulle eredità del passato. Nati ai tempi della nostra presenza nel PD, da una idea di Ivan Scalfarotto, e con tanti compagni animati e costruiti nel più grande rispetto e contributo, anche in presenza di posizioni differenti. Luoghi di studio e di proposta.

Così si fa politica oggi, parlando e studiando, affinché ciascun@ possa operare nel suo luogo di vita ed espressione sociale (a qualsivoglia livello) con amore onestà e passione, per la buona politica. Dove non è vero che uno vale uno ma è vero che ciascun@ vale un mondo. “Ciascuno cresce solo se sognato” [scriveva Danilo Dolci] ed è con questo verso d’amore, vero per la persona intera e tutta e sempre, e per la capacità di sognare per farla crescere, che chiudo questa pagina del mio taccuino–

Cari compagni, lo dico senza tentennamenti, come mi pare ricordare abbia detto la magnifica Teresa Bellanova dal palco della Leopolda, buona assemblea, perché da noi, gente di destra non ce n’è– con tutti possiamo parlare, confrontarci, discutere. Ma la nostra identità è chiarissima. Senza nessun baciamano.

Sempre meno, invece, lo è quella del PD. Per questo non potrò mai tornare in quel partito, salvo non confluisca in un accentro sinistra davvero privo di ambiguità. Peccato che anche Sinistra Civica Ecologista pecchi del legame con questo PD, e lì tradisca la parte migliore della su istanza, politica, essere nel territorio dal basso in modo modo nuovo, fare politica partecipata. Aspetto sempre, io che sono una ottimista, che l’intelligenza dei suoi esponenti la renda capace di un vero pensiero dialogante, libero da lacci e laccioli.

Infine, per tornare a monte dell’appunto di oggi, a proposito di indirizzi, paternità, e sudditanze, una presunta galanteria può tanto sembrare un atto di vassallaggio non lo dimentichiamo.

Quanto sono più belli i paterni, amicali, solidali e filiali baci sulla fronte.

(Nerina Garofalo)

Una poesia di Danilo Dolci

immagini da: ilmanifesto.it – romalife.it – alfemminile.com -video.corriere.it – argocatania.ita – google immagini – ArchivioRAI .- il messaggero.it – poesiaracconti.it

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