il rossore sarebbe dovuto

Questo blog ha 2 direttori e 2 direttore– quello che scrivo oggi è il mio personale pensiero, ma sarei felice se gli altri in Redazione, e gli amici coi quali dialoghiamo, volessero anche brevemente intervenire sul tema “guerra”. Per intanto, il mio pensiero piccolo, per amore di condivisone e dialogo

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Io su questa guerra non dico nulla, leggo moltissimo e spesso trovo interventi nei quali mi riconosco e parlano per me. Parlano di me. Certo una cosa mi attraversa, ed è pensare che la sinistra sedicente (perché in fin dei conti qui la sinistra la si dichiara ognuno come crede) esprima posizioni che rinviano a slogan degli anni di piombo, a proposito di un piombo (quello di Putin) che è chiaramente e indubitabilmente una continua violazione della vite e del diritto, nazionale internazionale. Insomma, molta retorica libertaria che si applica a un pacifismo che la Resistenza avrebbe tacciato di irrisolta capacità di combattimento di fronte a una aggressione.  Nessuno vuole ed auspica un conflitto mondiale, che di fatto però è già in atto. Con le armi dell’economia da un lato, con le armi di ogni genere dall’altro. E la fuga dalla propria terra dichiara uno sconforto, un orrore e un terrore che avevamo già visto, e vediamo anche altrove (ci sono altre guerre, altri oppressori, altre grandi e dolorosissime migrazioni). In questa, però, è la quiete stanca di un Europa ferita dai nazionalismi e populismi (penso alla follia della Brexit), che allarga le coscienze, e scuote le sicurezze. Di grandissimo spessore l’intervento di Papa Francesco ieri e in questi giorni, e quello è il compito cristiano della fede e del Vangelo. Ascoltiamolo, ma non diventiamo indifferenti alla distinzione fra la difesa del mondo libero e la degradante indifferenza a un modello (quello di Putin) autoritario e centrato sulla rinuncia al bene sempre. L’URSS ha tradito i sogni di un pensiero democratico, ma Putin si è allocato sul solco delle peggiori dittature personali. Gli oligarchi sollecitano l’intervento di Israele,  e questo è un segno di indubitabile indebolimento interno di Putin. Forse la Nato e L’Unione ce la faranno a produrre quel dissenso ai piani alti che solo può rovesciare il dittatore. Ma intanto, la stampa è stata censurate, segregata, colpita, sia in Russia che in Ucraina. I veti dei Social colpiscono tutti, in Russia, compreso un dissenso che resta solo, isolato, silenziato. I corpi in Ucraina sono straziati e strazianti, la bellezza disperante del Presidente ucraino è così intensa da non reggersi allo sguardo e al cuore. I bambini, le donne, i giovani, gli anziani, uno sterminio in diretta che non si può tacere, che non si può lasciare accadere fino allo sfinimento. Forse ne usciremo vittoriosi, se Putin cadrà presto, ma sarà una vittoria di Pirro. Prima che sia tardi, diamo la chance al Presidente ucraino di non cadere, a quello stato di simboleggiare una Resistenza che può vincere. Non occorre in fondo dichiarare l’invio di armi, ma occorre farlo. Il delitto è atroce, la guerra è atroce, ma… ma… la nostra razionalità è limitata, viviamo in terra per difendere la dignità della persona. Che a volte, passa per l’esercizio della guerra, e della resistenza. Per le immagini sotto, dovreste vergognarvi almeno un po’… non siete con la Nato (e perché?) e non siete contro Putin…

(ng)

#fatevobis #ilrossoresarebbedovuto #ukraine #resistenza 

Pubblicato da Nerina Garofalo

Personal coach & Narrative thinker

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