Il calamaro gigante

L’ultimo libro di Fabio Genovesi è un libro fuori dal comune. Qualcuno può trovarlo particolare, e particolare lo è, e lo è ancora di più, se si cerca di “capire” affidandosi alla razionalità, perché questo “strano” libro, può aiutare a migliorare la qualità della nostra vita, ma ad una condizione: che si accetti di sciogliere le cime dalle bitte e ci si lasci condurre in mare aperto, seguendo il flusso delle parole, il flusso delle storie, che non sono solo storie. 

Come si fa, si chiede l’autore, ad associare solo, alla parola storie, dal momento che noi siamo fatti di storie, le portiamo addosso, perché le storie siamo noi? E Fabio Genovesi, che le storie le sa narrare, che sa creare e trasmettere emozioni, viaggiando sui piani della scienza, della memoria, passando dall’introspezione alla realtà, fa anche, tra commozione ed ironia, tra sorrisi e tenerezza, riemergere il bambino sempre è acquattato dentro ognuno di noi

Con le storie lette, quelle ascoltate rimaste nella memoria, sempre in equilibrio tra fantasia e realtà, con la magia che c’è in ogni storia e la realtà che è nascosta anche in quelle apparentemente più fantasiose, Fabio Genovesi ci suggerisce di scoprire quelle che non conosciamo per il semplice fatto di non aver prestato attenzione anche quando le abbiamo incrociate, quando ci sono sembrate troppo diverse dalle nostre, perché non bisogna mai credere, ci ricorda, che essere diversi significhi essere strani o che strani voglia dire sbagliati. 

Uscito a metà dello scorso anno, era quasi pronto da tanto, dice l’autore, prende le mosse da un episodio accaduto a Fabio bambino quando, a scuola, la maestra chiede agli alunni di disegnare l’animale preferito. E lui, Fabio, che fa? non disegna un cane, un gatto, un criceto, no! lui disegna, tra lo stupore della maestra, la derisione nonché il lancio di penne, gomme e altro, da parte di tutti i compagni, un calamaro gigante. Proprio un Calamaro Gigante.

E così il piccolo Fabio entra nella schiera dei derisi, degli emarginati, allora come oggi, per aver creduto, in qualcosa che non esiste e non solo, ma non può esistere, nonostante i racconti di marinai ed esploratori, perché gli scienziati ed i teorici dicono che no, un animale così grande in mare non può vivere, punto.  Ed allora Fabio Genovesi, per dare una risposta al quesito, ricostruisce con date, luoghi e nomi, la storia degli avvistamenti e degli studi svolti. Racconta le storie di quelli che non si sono arresi davanti agli insulti, all’incredulità ed a costo di perdere la credibilità, di mettere a repentaglio la vita, non si sono fermati perché: “un sogno o ce l’hai per sempre, o non l’hai mai avuto”.

Il Calamaro Gigante ha nuotato e si è fatto vedere da vicino soltanto da quegli uomini e quelle donne disposti a mettere i propri sogni davanti a tutto, davanti al buon nome, alla vita tranquilla, pronti a mettersi in gioco, felici di continuare a stupirsi, disposti a rimettere in discussione quello a cui avevano creduto fino a quel momento, pronti a partire per mondi sconosciuti. Visionari che hanno avuto ed hanno il coraggio di sognare, di immaginare, ed è grazie a questo coraggio che l’orizzonte si allarga e la storia e la scienza vanno avanti rivelando nuove possibilità. Mary Anning sopravvissuta ad un fulmine che trovava fossili impossibili arrampicandosi su rocce impervie piuttosto che frequentare aule universitarie, ma era una donna e perciò la sua voce irrilevante, Erik Pontoppidan che pagò un prezzo altissimo per aver raccontato la verità sul calamaro gigante detto anche Kraken, il capitano Goosen e Marjorie che scoprirono una specie ritenuta estinta e si scontrarono con la comunità scientifica che invece ci teneva tanto perché quella specie rimanesse tale. Sono solo alcune di quelle persone che nel corso dei secoli sono state derise e allontanate dalla comunità scientifica perché hanno sostenuto l’esistenza di un essere mostruoso, metafora di ciò che va oltre e travalica quello che la maggioranza degli esseri umani riesce a vedere, a immaginare, e sono coloro che hanno sostenuto ipotesi, teorie così avanti, così oltre da rivoluzionare il conosciuto e far barcollare tutte le certezze, coloro non hanno mai mollato gettando il cuore oltre l’ostacolo, senza preoccuparsi delle conseguenze. La nonna di Fabio, che stava in Garfagnana e non aveva mai viaggiato e men che meno avvistato il calamaro gigante, con lei Fabio bambino trascorreva l’estate, parlava con il nonno morto, la sera al buio, perché la luce della lampadina nasconde tutte le stelle ed impedisce di vedere oltre quelle, un sacco di altre cose belle, che se superi quel momento di paura per il buio, riuscirai a vedere. 

Forse questi coraggiosi visionari hanno avuto ed hanno un’esistenza difficile, complicata, forse sono stati e sono ostacolati in tutti i modi perché si tenta di metterli a tacere, ma questi meravigliosi visionari non hanno rinunciato ai loro sogni, non li hanno visti scolorire, offuscare dalle paure, dagli ostacoli, dai timori di essere soli a crederci. Ma se i sogni si lasciano offuscare e non si vedono più tanto bene è solo perché forse non sono poi così importanti. 

Questo “strano” libro fa volare la speranza, ci accarezza sussurrando che intorno alla nostra realtà c’è qualcosa di più grande, qualcosa che è lì, pronto per essere visto, riconosciuto ed apprezzato, qualcosa che aspetta di essere scoperto, se solo lo guardiamo finalmente con gli occhi giusti.              

(M. Cristina Petrucci)

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