Il mostro si aggira nei giardini di Roma, stasera

Non potremo partecipare stasera, alla Casa del Cinema, per ragioni di salute e di lavoro (salute torna presto da noi) alla presentazione romana de Il Mostro, il nuovo libro di Matteo Renzi.

Ci mette molta tristezza non poter andare ad ascoltarlo, perché in tanti anni di militanze ed esistenza, l’unico luogo nel quale non ci siamo mai sentiti tradita nelle aspettative è quello che spazio che Matteo Renzi ha creato all’interno del PD, e poi portato fuori (di necessità, virtù) fino alla recente esperienza di comunicazione che è Radio Leopolda. Con le Leopolde fiorentine in mezzo. Nel segno a Roma dell’impegno politico eccellente di Luciano Nobili e Roberto Giachetti, e di tutti gli altri e le altre che fanno parte della comunità di Italia Viva.

Se all’inizio di questa avventura scegliere di schierarsi con il riformista Matteo Renzi era anzitutto una scelta di lettura politica del PD, e delle realtà di governo, necessaria, nel tempo tutto è diventato assai più significativo.

Rispetto agli anni del Governo Renzi, e a quello dell’uscita di Renzi dal PD, la società ha vissuto una serie di eventi e imbarbarimenti della politica che rendono oggi ascoltare Matteo Renzi (quando anche non se non condivida il riformismo) un atto di onestà verso il volere che la politica e le istituzioni rispettino se stesse.

Fra fake news, campagne diffamatorie, attacchi familiari, indagini poco ortodosse, ipotesi di reato non confermate, pressioni lobbistiche, attacchi di shaming, disprezzo di genere, e via andare, si è costruito intorno a Renzi a ad Italia Viva un punto di attenzione morbosa e priva di realistica analisi, utile a tutti per nascondere le evidenze e le mancanze.

Costringere Renzi ad uscire dal PD (ad oggi crediamo commettendo un errore, un errore di fiducia nel bene, ma pur sempre un errore), oscurare la comunicazione di IV in televisione e altrove, restringendo gli spazi e assegnando a conduttori e conduttrici giustizialista e di dubbia professionalità, spesso, il contraddittorio televisivo, cavalcando l’onda di un giudizio che non è quasi mai politico e quasi sempre improntato a caratteristiche umane, mai riconoscenti per il contributo di vera e profonda democrazia più volte offerto nonostante tutto al Paese, è stato il capolavoro di populisti ed apparato. In anni in cui sono cominciate le incomprensibili passeggiate a braccetto fra PD e 5S, pur di non dar spazio al riformismo di Renzi.

Perché, se la pandemia ha facilitato questo attacco, la guerra rischia oggi di non lasciare a tutti i partiti la serenità necessaria per pensare le alleanze di domani. Speriamo che Letta mantenga (ma non ne siamo certi) quella nuova attenzione al pericolo delle visoni di Conte, e in questo riapra a un centro sinistra vero le vie della politica.

Ma intanto, con onestà chiediamoci insieme da dove partano oggi le battaglie più concrete, le difese più concrete, le azioni migliori, e quali costi abbia oggi la buona politica in Italia.

Chiediamoci se oggi qualcuno abbia condannato il ridicolo attacco personale a Maria Elena Boschi e alla sua vita privata, e se davvero vogliamo fare del novella2000ismo la nostra capacità di lettura delle cose. 

Vi invitiamo ad andare alla Casa del Cinema fra poco, o a seguire lo streaming.

Vi invitiamo ad ascoltare con mente aperta.

Per scegliere come riterrete opportuno, sapendo però con chiarezza di cosa stiamo parlando. 

Caro Matteo, noi ci siamo, ci siamo. Che sia bella la notte di Roma. A dire di te, a dire di tutti noi che con te—

(Nerina Garofalo e Riccardo Vinci)

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