eleggere il desiderio

Di una ferita, quello che conta è la cicatrice, scrive Lacan. Sembra essere questo il mantra delle scelte dei leader dei diversi partiti, in questa tornata elettorale. Enrico Letta distrugge con l’esclusione aprioristica di Italia Viva ogni opzione di fronte democratico allargato e comune da Calenda a Fratoianni, e si ritrova oggi con le migliori proposte arrivate proprio da Sinistra italiana, si pensi alle condidature di Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro, la vera unica novità del liste legate al PD, e con all’interno il candidato Di Maio. Calenda non sa bene come e dove orientare il proprio narcisismo, arrivando a generare nel proprio elettorato una confusione crescente. Conte si propone come figura tardoromantica alludendo alla propria immagine di protettore degli ammalati, a sole parole e soldi buttati. La destra scopiazza il brand della Le Pen, a uso Meloni, e cerca di occultare la strega dei diritti che ha segnato le prassi note.

In questo contesto, onestamente a me sembra che l’unico a tenere dritta la barra, che piaccia o no, sia Matteo Renzi. L’unico a ribadire ogni sera, in ogni intervista, che le emergenze vere sono occultate ai nostri occhi da una propaganda politica fatta di parole vecchie e abusate.

Taiwan, l’Ucraina, Gaza, il fondamentalismo islamico recrudescente, l’ambiente e le sue risorse, il disastro economico imminente, la convivenza di fatto che viene coperta di benzina dalle destre con ipotesi farlocche di negoziazione europea. Aggiungiamo la morte del diritto (carceri, eutanasia, omofobia, attacchi ai diritti alla Pillon e compagni).

Non se se Mario Draghi sia un premier politico, per certo è l’unico a garantire una possibilità di controllo democratico ed eurocentrico su questo panorama desertificato da valori e passioni,

Non so se l’accordo con Calenda convenga al terzo polo, personalmente sento Bentivogli assai più vicino di Calenda, anche se temo non stia, Bentivogli, manifestando consenso al terzo polo (non ancora? dai tweet parrebbe guardare con favore ad alcune delle realtà della sinistra sinistra, ma chissà).

Sono però certa che la strategia di Letta abbia mostrato il peggio che il PD potesse esprimere, e che il suo pensare a cedere lo scettro ad una donna sia il tentativo di eliminare candidature riformiste serissime alla guida del Partito.

Ma, a conti fatti, la cicatrice peggiore la porta addosso #ItaliaViva, ed è la sola, con #MatteoRenzi, ed altri riformisti, a pensare la politica come occasione primaria e decisiva di operare il bene e il possibile.

Un amico invita spesso, dai suoi post, in questi giorni, a pensare alle azioni nelle comunità, a ripartire da lì. Ha ragione, la politica si coltiva e si determina dal basso, come capacità culturale delle persone di generare azioni positive, e valori. Ognuno di noi deve e può farla nei luoghi di lavoro, di convivenza di incontro e di scontro.

Ma è anche vero che occorre per questo, ricostruire circoli, sezioni, piazze, parrocchie, i dopolavoro, e il lavoro. E la scuola, e le pratiche culturali gratuite e diffuse. Intanto però, tutto questo ha bisogno di finanziamento, di volontà politica e di orientamento democratico reale.

Non mi rende felice vedere cosa è oggi il PD, anzi. Mi addolora e mi sconforta. Ne vorrei uno forte, e riformista di sinistra. Vedo invece solo le cicatrice mal curate di Letta e Bonino.

E, dall’altro lato, le cicatrici del riformismo rifinite con l’oro e la mirra dalla proposta di Renzi. E utili al Paese.

#iovotoitaliaViva #IoStoConMatteoRenzi

(Nerina Garofalo)

Pubblicato da Nerina Garofalo

Personal coach & Narrative thinker

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