Riflessi di luce

“Dicevano che non era possibile
E che lo sforzo sarebbe stato inutile
E invece eccoci qui
Dicevano non è un terreno fertile
Non c’è nessuno ormai che ha voglia di resistere
E invece, e invece guardaci, guardaci…”

Inizia tutto così. Con le note di una canzone di Daniele Silvestri in sottofondo, che accompagnano la visione. Con delle parole che in poche righe dicono tutto della mostra fotografica di Nerina Garofalo “A pink experience of self care” realizzata con #Controcorrente, e ospitata dall’enoteca Il Melograno. 

Impossibilità. Quante speranze oggettivamente pensiamo o penseremmo di avere se ci dicessero “Signora, lei ha il cancro”?! E non centrano pessimismo, ottimismo, bicchieri pieni, bicchieri vuoti… Quando tutto intorno a te si congela ed il mondo si ferma, scatta quella razionalità analitica che spesso dimentichiamo di avere, e ci facciamo due conti. “Quante possibilità ho di sopravvivere? La voglio combattere questa battaglia? Riuscirò a combattere abbastanza?”. E si pensa più all’impossibilità che alla possibilità.

E allora? Resistenza. Resistere diventa la parola d’ordine. Anzi R-Esistere. Quasi fosse uno slogan politico. D’attacco. Un attacco alla vita. Frontale, diretto. Proprio come una fotografia. Perché “fotografare – dice l’artista – è un’azione di genere. Ma è anche un atto politico” E mai come oggi c’è bisogno di esserci. Di farsi sentire e vedere. Come donne. Bisogna imporsi e urlare al mondo, a chi ci governa “Io ci sono. Io sono qui. Guardatemi!”.

Prosegue la canzone… “E invece eccoci qui”. Fotografa e fotografata a confronto. Due donne che risplendono.  L’una si riflette sull’altra. Alessandra, piena di vita, di gioia, che trasmette energia e positività anche in pochi scatti. Nerina, che utilizzando la tecnica della doppia esposizione, riesce ad estrapolarne l’essenza. A mettere ancor più in evidenza quel che evidente già è: la luce, la gioia, l’espressione “si, ce l’ho fatta”. Perentoria. Non interrogatoria o dubbiosa. 

Siamo qui. Siete lì. Vi vediamo. Nitide e forti. 

“Tu ci sei e io ti vedo”, questo dice l’artista. E come lei vede il suo soggetto, la sua donna protagonista, unica e luminosa, così noi spettatori vediamo lei, la fotografa. In un’ermeneutica del ritratto perfettamente riuscita.

(Noemi Euticchio)

Daniele Silvestri – Qualcosa cambia
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